File al supermercato o consegne a domicilio? C'è chi si affida all'Alveare

Attiva già da un paio d'anni, l'esperienza modenese si rivela particolarmente azzeccata in un periodo che sta mettendo a dura prova la grande distribuizione organizzata, coniugando praticità e valore sociale

Oggi fare la spesa non è più una pratica scontata, o per lo meno non lo è più come prima. Questo riguarda in particolare la grande distribuzione: file fuori dai supermercati e lunghi tempi di attesa per le consegne a domicilio sono i due grandi ostacoli sulla strada dei clienti. Ostacoli che stanno facendo "riscoprire" la validità dei negozi di quartiere e cui molte piccole realtà stanno reagendo con consegne a domicilio spesso rapide e precise.

Ma in questo quadro d'emergenza dettato dal covid-19 c'è chi prosegue la propria attività in modo quasi indistinguibile dal prima. Nella nostra città da due anni ormai esiste infatti una realtà che si chiama "Alveare Modena" facente parte della famiglia dell’"Alveare che dice sì". Si tratta di un sistema che mette in rete vari produttori locali alimentari e organizza gas settimanali. Attraverso la pagina internet si possono acquistare i prodotti scegliendoli dai vari produttori presenti sul nostro territorio. Produttori Biologici e non, allevatori, panettieri mastri pastai e di prodotti per la salute e l'igiene personale.

La spesa settimanale poi si ritira il martedì pomeriggio all’aperto in zona Sacca, senza assembramenti nè file, il tutto ovviamente nel massimo rispetto della normativa vigente per prevenire eventuali rischi alla salute. I produttori consegnano la spesa di ogni membro mezz’ora prima dell’apertura ed alla distribuzione, che avviene con mascherina e rispettando la distanza tra chi partecipa, il cliente passa ritira e può in pochi minuti rientrare a casa con la sua cassetta di acquisti.

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Uno strumento, quello dell'Alveare visitabile a questo link), che unisce praticità e utilità, dal momento che aiutare i contadini locali ed il tessuto economico e sociale della nostra città e provincia. "Ma se tra tutte le difficoltà create da questa crisi, ci fosse anche l’occasione per scoprire che sì, esiste un’alternativa alla grande distribuzione? L’esperienza della crisi che la pandemia sta portando con sé dimostra ancora una volta il bisogno di sostenere un’alternativa valida al sistema di produzione come lo conosciamo - spiega Alessandra Atti, che gestisce l'Alveare modenese - L’agricoltura locale dobbiamo comprendere che è una risorsa preziosa e va valorizzata ed aiutata sia in questo momento in cui essa aiuta noi ma anche ad emergenza finita."

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