Cantieri in sicurezza, Ance presenta un Piano e chiede la riapertura

ANCE Emilia, l'associazione dei costruttori edili di Confindustria, ha predisposto e messo in campo un Piano per la Sicurezza sul lavoro nei cantieri in questo tempo di Covid-19, per i dipendenti e per gli imprenditori edili. Si tratta di un “Quaderno Operativo” nato da un gruppo di lavoro coordinato da Leonardo Fornaciari, composto da imprenditori edili associati ad ANCE Emilia e da professionisti di altissimo profilo nell’ambito della sicurezza, che permetterà al settore edile di lavorare nei cantieri garantendo la massima tutela della salute dei dipendenti.

Nella sessione di lavoro, di questo gruppo di professionisti, sono state coinvolte in video conferenza quasi 200 persone sul tema: il cantiere edile in periodo di Coronavirus.

Il Piano operativo per la Sicurezza innanzitutto fornisce ai lavoratori tutte le informazioni necessarie per capire l’importanza di doversi attenere a una serie di comportamenti personali quali il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine, l’igiene delle mani. Gli imprenditori edili forniranno a tutti i propri dipendenti i dispositivi per la sicurezza personale: mascherine, guanti, occhiali e, per certe attività, anche camici. Verranno messe in campo nuove regole per l’organizzazione del lavoro in un cantiere: misurazione della febbre prima di iniziare a lavorare, aumento degli spogliatoi per far stare dentro, a seconda delle dimensioni,  2 lavoratori per volta, separazione dei bagni tra il personale interno e quello esterno del cantiere, pausa pranzo scaglionata così da non creare assembramenti nelle mense.

“La Regione e gli Organi di Controllo – dice Giancarlo Raggi, Presidente ANCE Emilia – dovrebbero autorizzare la riapertura non tanto in base alle categorie o al codice Ateco delle imprese, ma in base alla capacità di un’impresa di garantire la sicurezza sul lavoro”. Per il Presidente Raggi – “ l’edilizia da anni ha investito sulla sicurezza nei cantieri attraverso la formazione, dando strumenti di lavoro e dispositivi per tutelare i propri lavoratori, per questo il settore è già pronto a ripartire”.

Gli aiuti messi in campo dallo Stato, dalla Regione e dai Comuni sono importanti, però Raggi propone un’altra soluzione molto concreta: “basterebbe far partire tutti quei lavori pubblici che sono già stati appaltati e che sono fermi solo per colpa della solita burocrazia. Per questi lavori, come previsto dai regolamenti dei bandi, i soldi ci sono già perché sono stati stanziati e accantonati”. 

“La Storia ci insegna – ricorda il Presidente ANCE Emilia – che la ripresa economica di una nazione passa dal settore dell’edilizia. Quindi ci devono far ripartire subito, senza aspettare il 3 maggio, perché altrimenti le nostre aziende rischiano di chiudere definitivamente e l’economia non ripartirà. I nostri stessi dipendenti chiedono di tornare a lavorare: non possono più stare a casa in Cassa Integrazione, con lo stipendio ridotto di oltre il 30%.”

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