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Economia

Vendite in rialzo, sotto l'albero dei commercianti arriva il segno più

Previsioni rispettate. Trend positivo per prodotti gastronomici, di profumeria, libri, bigiotteria, giocattoli e tablet. Bene i consumi nei bar. In crescita cene e pranzi a ristorante nei giorni di festa, in aumento anche le prenotazioni per Capodanno

“Finalmente un Natale col segno più”, queste le parole di un buon numero di commercianti  modenesi, a commento del Natale 2015, appena trascorso. Dopo anni contrassegnati da dal calo degli affari, i dati raccolti dall’Osservatorio di Confesercenti Modena - su di un campione di oltre 150 MPMI del commercio e della ristorazione attive sia nel capoluogo che in provincia - evidenziano come le vendite nel periodo natalizio abbiano rispettato le previsioni di  aumento rispetto a quello dello scorso anno. Su tutti, i generi alimentari, soprattutto tra quelli della nostra tradizione enogastronomica ed i prodotti tecnologici; ma anche il ritorno del regalo originale che indica un tendenziale abbandono dei comportamenti di consumo tipici dei tempi di recessione. Oltre alla corsa, come non si vedeva da tempo, all’acquisto che ha caratterizzato i giorni immediatamente prima del 25, vigilia compresa.

L’ANALISI. 10 i settori presi in esame - alimentare, giocattoli, libri, profumi, abbigliamento, elettronica di consumo, telefonia, elettrodomestici, gioiellerie bar e ristoranti – nel corso della rilevazione, mentre oltre 150 sono state le imprese poste sotto la lente a partire dal 28 novembre scorso. L’incremento delle vendite è stato dichiarato dal 45% degli operatori, mentre nel 40% dei casi si è riscontrato una sostanziale stabilità sul Natale 2014. Il restante 15% invece, ha evidenziato una contrazione del volume degli affari.

L’ANDAMENTO DEI SETTORI

Alimentare. E’ il settore che più di ogni altro ha evidenziato un miglioramento rispetto al Natale 2014, in particolare tra gli esercizi specializzati, come le gastronomie. I più richiesti e quindi regalati come strenne, i tipici della nostra tradizione: parmigiano reggiano, aceto balsamico, lambrusco e zampone. Molto richiesta inoltre la pasta fatta in casa artigianalmente, in particolare tortellini. Hanno tenuto le ceste natalizie soprattutto quelle con prodotti bio ed originali quali confetture e cioccolateria. Niente male anche i vini, soprattutto quelli italiani.

Elettronica di consumo. Segno più confermato anche in quest’ambito rispetto ai pur alti volumi del 2014. Ricordiamo che questo è stato uno dei settori trainanti delle vendite di Natale anche nei periodi di maggiore recessione. Sempre molto richieste le ultime novità in tema di smartphone e tablet. In netto calo invece le vendite di consolle per videogiochi.

Giocattoli. In leggero aumento le vendite nel settore dei giocattoli rispetto al Natale precedente. Da segnalare inoltre un ritorno dei giochi educativi, delle costruzioni, nonché dei giochi di società. Richieste poi anche per tutti i  giocattoli legati alla saga di Star Wars.

Libri. Si conferma come negli ultimi anni il settore con la miglior tenuta dei volumi di vendita oltre che contrassegnato quest’anno da un, seppur lieve, aumento. In evidenza i classici best seller del periodo ed i libri per bambini e ragazzi. Stabili i libri di cucina e quelli umoristici. 

Profumeria. Ha prevalso anche qui un leggero incremento delle vendite. Bene le confezioni regalo, soprattutto quelle con prezzi più abbordabili, le creme per il corpo ed i prodotti per la cura della persona in genere. Stabili i profumi. 

Abbigliamento. Bilancio finale positivo per Natale 2014 nel settore abbigliamento dopo anni di ininterrotto calo. Le vendite si sono concentrate in particolare su maglioni, camicie ed accessori. Molto diffuso anche l’acquisto di buoni spesa come regalo da utilizzare magari nel periodo dei saldi. Disaggregando i dati risulta: un incremento nell’abbigliamento intimo e nella merceria; una sostanziale stabilità del settore accessori e delle calzature, un lieve decremento dei capi spalla probabilmente penalizzati anche dal clima ancora mite. 

Elettrodomestici e casalinghi. Vendite sostanzialmente stabili rispetto al Natale 2014. Preferite le Smart TV di nuova generazione e i piccoli elettrodomestici da casa e non. tengono i grandi elettrodomestici quali lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie. Tra gli articoli per la casa è prevalsa la ricerca di prodotti originali ed innovativi con forte contenuto di design.

Gioiellerie. Dopo anni di calo ininterrotto, nel periodo natalizio gli affari si sono finalmente stabilizzati. È emerso un recupero nelle vendite di orologi. Molto ricercati poi gli articoli di alta bigiotteria soprattutto di quei marchi di tendenza, protagonisti quest’anno di un vero e proprio boom. I gioielli più costosi per contro hanno invece segnato una ulteriore contrazione.

Bar. Quasi tutti i bar monitorati segnalano un aumento rispetto al Natale 2015. Particolarmente positivo l’andamento degli aperitivi di saluto prima delle vacanze natalizie soprattutto per la clientela più giovane. Stabili le vendite di ceste regalo.

Ristoranti. Nel segno della stabilità anche i ristoranti. Stabili, dopo anni di calo le cene aziendali. Buono invece l’andamento di pranzi e cene per le festività. Positive poi le premesse per il cenone di Capodanno, dove si regista già un aumento delle prenotazioni, che fanno sperare in un’ulteriore recupero di quanto perso durante l’anno.

“E’ presto per parlare di vera ripresa dei consumi. Ma possiamo affermare che il Natale 2015 ha segnato una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi 7 anni. Il periodo Natalizio tradizionalmente tende a premiare le piccole attività soprattutto quelle specializzate ed innovative. E così è stato quest’anno, nonostante la concorrenza dell’e-commerce che sta drenando consumi sui prodotti più standardizzati e massificati, ma che ancora non riesce ad erodere quote a quelle imprese che basano la propria offerta su prodotti originali ed innovativi. Per questo non va lesinato, ma rafforzato il sostegno alle piccole e medie imprese che, oltre a tenere vive le vie delle nostre città assicurano una diversificazione dell’offerta, un valore vero per la nostra economia”, conclude Confesercenti Modena.

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