Confindustria Emilia contro il Governo: "Lasciati soli, alcuni non ce la faranno"

Il presidente Caiumi non risparmia le critiche: "Emergenza scaricata in modo inacettabile sulle imprese. Dovevamo essere difesi, ma anche tra noi c'è stato poco coraggio"

"Il nostro ruolo, da sempre svolto con senso civico, è stato rinnegato. Siamo passati nel giro di pochi mesi da co-attori di cambiamento di una società con al centro le persone ad un ruolo di compensazione del welfare pubblico, per decreto. E non siamo stati noi a fare passi falsi. L'ho detto e lo ribadisco, l'emergenza sanitaria è stata, in modo inaccettabile, scaricata sulle imprese, che si sono ritrovate sole e nell'impossibilità di reagire". 

Lo scandisce il presidente di Confindustria Emilia, Valter Caiumi, nel corso dell'assemblea privata e digitale dell'associazione oggi pomeriggio a Bologna. "Purtroppo- continua Caiumi- è mancato il fronte comune delle forze. Visto il nostro curriculum non pensavamo che la memoria fosse cosi' corta, per alcuni invece le imprese sono diventate un luogo da cui difendersi, e hanno addirittura stimolato riflessioni in tal senso, contraddicendo i loro stessi recenti comportamenti. Non dimenticheremo che la nostra distintività è stata accomunata e diluita in una generale considerazione nazionale. In un attimo la macchina del livellamento si è messa in moto e ci siamo risvegliati tutti uguali, verso il basso naturalmente. Non lo meritavamo, e dovevamo essere anche difesi, qualcuno- si sfoga Caiumi- faccia un esame di coscienza nei prossimi mesi". 

Ma c'è spazio anche per un pò di autocritica, in un qualche modo: "Dobbiamo dare un taglio anche ai nostri comportamenti, ci vuole più coraggio per denunciare, per non accettare- raccomanda il presidente di Confindustria Emilia- incarichi in conflitto di interesse. Ci serve un ricambio di volti, e purtroppo dobbiamo fare in fretta, il carburante sta finendo. E attenzione non mi riferisco a chiacchiere, telecamere o ai giornali. Chi si approccia nel nostro ruolo a parlare con comunicati stampa, sta perseguendo la sua campagna personale non quella della causa comune"

"Per essere franchi, non usciremo tutti da questa crisi, e certamente saremo diversi. Consapevoli delle debolezze del nostro paese, ne parliamo da troppo tempo: deboli nell'educazione, nel senso civico, nel rispetto dell'ambiente, infrastrutture datate, dando sempre poco valore alle competenze ma molto attenti ad occupare posizioni. Sapevamo che davanti ad una prova difficile non avremmo retto. E la prova è arrivata"., aggiunge Valter Caiumi.

L'imprenditore carpigiano puntualizza nella sua relazione: "Un paese come il nostro che ha poche risorse finanziarie è un paese a cui non è concesso sbagliare. E più il tempo passa e più ciò è drammaticamente vero. Ma noi ci ostiniamo, a pensare che non sia cosi', che le risorse ci siano e che si possa continuare a sbagliare all'infinito. Lasciando o mettendo nelle posizioni istituzionali persone che non sono in grado di portare quel carico". Ma, avvisa Caiumi, "sarebbe paradossale, non apprendere da questi mesi, non guardare in faccia per cambiarli i fattori che da 30-40 anni combattiamo, e che hanno aggravato gli effetti di questa crisi". Del resto, "anche se scontiamo 40 anni di mancate scelte, non possiamo passare un testimone alle future generazioni di questo tipo", assicura l'industriale.

(DIRE)

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