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Sistema Modena, tra luci ed ombre in un incerto 2016

L'annuale assemblea della Confindustria provinciale, unita entro dicembre alle corrispettive di Bologna e Ferrara, ha confermato ancora una volta le difficoltà della nostra economia con qualche spunto di positiva novità

Grande fermento oggi al Forum Monzani per l'annuale Assemblea Generale di Confindustria Modena. Un'importante occasione per fare il punto sullo stato dell'economia provinciale in previsione del processo di fusione che l'organizzazione completerà entro l'anno con le corrispettive di Bologna e Ferrara. Dai dati presentati ancora una volta emergono luci ed ombre per il nostro sistema produttivo, inquadrato nella complessa situazione italiana ed internazionale. A confermarlo il presidente Valter Caiumi e il direttore Giovanni Messori che, nel corso dell'incontro con la stampa, si sono soffermati su vari aspetti di scottante attualità. 

Una preoccupante stabilità. "La fotografia espressa dalle cifre del 2015 - ha dichiarato Caiumi - non mostra grandi cambiamenti rispetto all'anno precedente. Il mercato interno, penalizzato anche da una pressione fiscale del 43,3% , di 4 punti superiore alla media europea, stenta a dare consistenti segnali di ripresa. Di diverso segno, appare invece nel modenese la situazione sul versante export, che, a parte una sostanziale perdita nei paesi BRIC, si attesta su una crescita del 3,5 (+4,4% su scala regionale). Un dato che conferma il generale apprezzamento per l'industria manifatturiera locale specie in mercati come quello americano (15%), tedesco (11,6%) e francese (9,7%)."

IL VIDEO - Caiumi parla della Camera di Commercio

Multinazionali. L'interesse degli stranieri verso la nostra realtà, non si ferma al solo prodotto, significativamente ritenuto di alta qualità, ma è sempre più volto all'acquisizione di aziende prestigiose tra le quali, di recente, l'Angelo Po, acquistata dal gruppo americano Marmon ma nella quale l'omonima famiglia fondatrice continuerà a ricoprire incarichi operativi. "La notizia - ha continuato Caiumi -  è di per sé significativa e sottolinea la particolare attrazione esercitata da una delle società più gloriose della provincia. Non ritengo, infatti, la presenza di holding internazionali in questo e in altri casi, un elemento di disturbo o ancor peggio sinonimo di speculazione finanziaria, bensì una proficua fonte di investimenti in grado di portare benefici a tutto il territorio."  

Politiche di filiera. A valorizzare le nostre imprese agli occhi del mondo non può che essere oltre al loro know-how, anche un'avveduta politica di filiera."Le filiere - ha detto il presidente di Confindustria - attribuiscono un sostanziale valore aggiunto all'economia. Per questo abbiamo bisogno di una strategia volta ad accomunare imprese, luoghi di formazione, centri di ricerca, istituzioni in un sistema integrato, in grado di sviluppare competitività e coesione sociale. E non è perciò un caso se, di comune accordo con Università, Regione e Comune stiamo dando vita al progetto di trasformare Modena in un Hub dei motori con una Academy espressamente dedicata al veicolo."  Particolare rilievo è stato inoltre dato alla situazione riguardante il primo trimestre del 2016 che ha visualizzato un aumento della produzione pari allo 0,05% ed un consistente calo del settore metalmeccanico del 4,59% e alle aspettative del secondo semestre previsto in sostanziale stazionarietà per tutti i principali indicatori (produzione, fatturato, ordini e occupazione).

Il caso Torreggiani. Sulle recenti dimissioni del presidente della Camera di Commercio è poi intervenuto il direttore di Confindustria Giovanni Messori. "Ciò che è avvenuto - ha dichiarato - è nell'ordine fisiologico delle cose. Ora si apre una fase del tutto nuova che speriamo possa essere chiarita meglio dall'attesa riforma del ministro Madia estremamente necessaria per definire competenze e dimensioni camerali. In 50 anni la nostra Camera di Commercio ha sempre ben figurato sia come amministrazione interna che nell'indispensabile attività di servizio alle imprese e alla società. Ricordiamo il supporto agli interventi di recupero delle zone terremotate (1,5 milioni di euro) e non di meno quello erogato in favore della promozione di Modena all'interno di Expo 2015 (600 mila euro) che molto è servito per intrecciare positivi rapporti con diverse delegazioni straniere sia in città che a Milano. Ciononostante, reclamiamo, come ho detto, una sostanziale inversione di rotta che possa rigenerare l'ente in qualcosa di utile, più moderno e scevro dalle politiche di bottega dirette alla conservazione di un piccolo potere, ormai in via di estinzione. Proprio per questo crediamo che il nuovo vertice della Camera di Commercio sia da ricercare fuori dalle associazioni di categoria puntando sulla figura di un presidente che abbia tutte le necessarie competenze per governare una non facile transizione.

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