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Covid, la Regione recluta anche all'estero personale per la sanità privata

Strutture accreditate e socio-assistenziali potranno rivolgersi al mercato estero per assumere personale sanitario

L'Emilia-Romagna continua a perlustrare anche all'estero operatori sanitari da reclutare nella lotta all'emergenza covid. Una ricerca che adesso viene estesa in favore delle strutture socio-assistenziali e alla sanità privata. Il governatore Stefano Bonaccini ha firmato infatti nei giorni scorsi un'ordinanza che va a integrare l'avviso pubblico del 6 aprile 2020, col quale si cercavano appunto medici e infermieri "in possesso di abilitazione estera, che intendano esercitare sul territorio regionale la professione conseguita all'estero e regolata da specifiche direttive della Ue". 

Questa possibilità di reclutare rinforzi ora viene allargata anche alle strutture socio-sanitarie, dal momento che "assicurano l'erogazione delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie rientranti nei livelli essenziali di assistenza e concorrono al contenimento e al contrasto dell'attuale fase emergenziale epidemiologica". 

La Regione Emilia-Romagna chiede quindi anche a "operatori socio-sanitari in possesso di una qualifica professionale conseguita all'estero, e non più solo ai medici chirurghi e infermieri, di manifestare interesse". In aggiunta, la 'caccia' agli operatori sanitari all'estero serve anche per sostenere le "strutture sanitarie private o accreditate con il servizio sanitario regionale, purchè impegnate nell'emergenza da Covid-19, e alle strutture socio-sanitarie accreditate e convenzionate, qualora ne ravvisino la necessità"

Anche al privato accreditato quindi l'Emilia-Romagna consente di "selezionare tra i professionisti che hanno manifestato interesse, quelli più rispondenti alle esigenze di assistenza della struttura nell'attuale fase emergenziale con cui instaurare un rapporto professionale". Vengono comunque fatte "salve le manifestazioni di interesse già presentate nei confronti delle aziende sanitarie e degli Irccs regionali anche per eventuali selezioni da parte di strutture sanitarie private o accreditate con il servizio sanitario regionale, nonchè di strutture socio-sanitarie accreditate e convenzionate". La presentazione della manifestazione di interesse da parte degli operatori sanitari, precisa la Regione, "costituisce il presupposto per l'eventuale instaurazione di un rapporto professionale, ma non ha carattere vincolante". 

Queste integrazioni al bando, sottolinea infine la Regione, sono "coerenti con la garanzia di continuita e regolarita dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, nella permanenza dell'emergenza epidemiologica".

(DIRE)

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