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Economia Sestola

Turismo: aumentano gli sciatori in Appennino, ma i bilanci non sorridono

Secondo i dati Confesercenti la stagione turistica ha visto un incremento delle presenze nelle località sciistiche modenesi, ma con soggiorni brevi e gite di un giorno. Male i ristoranti, -15% rispetto allo scorso anno

È una stagione invernale tra poche luci e parecchie ombre quella che tra qualche giorno il territorio montano si lascerà alle spalle. Questo il bilancio tracciato da Confesercenti, attraverso le parole di Daniele Cavazza, responsabile del turismo per l'associazione di categoria, che spiega: “La crisi economica, conformemente all’anno passato non ha mancato di fare sentire il suo peso e il conto salato è stato pagato in primo luogo da albergatori e ristoratori. Non si rinuncia alla neve ma le gite si accorciano ad un giorno solo. Qualche segnale positivo arriva dai soggiorni brevi, ma solo infrasettimanali e con offerte estremamente economiche. Continua il declino invece per la  settimana bianca”.

Come per l’inverno 2011/2012 anche questa stagione è stata condizionata dalla crisi economica e dal fattore meteorologico in parte avverso: solo dalla seconda metà di gennaio 2013 con l’arrivo di abbondanti precipitazioni nevose e di conseguenza l’eccellente sciabilità, ha iniziato a registrarsi un deciso incremento di sciatori. É in crescita il numero degli skipass venduti, ed in maniera proporzionalmente più contenuta quello dei pernottamenti negli hotel. Complessivamente il campione di albergatori monitorato da Confesercenti segna una sostanziale stabilità delle presenze rispetto all’inverno scorso, che però ricordiamo come uno dei peggiori degli ultimi anni.  

Solo i soggiorni infrasettimanali rappresentano una, l’unica, nota positiva di questa stagione, apprezzati dalla clientela perché estremamente economici. Decisamente bassa la richiesta di settimane bianche, in flessione ormai da anni, come del resto le presenze di gruppi organizzati e sportivi. E non va meglio il settore della ristorazione, che raccoglie un ulteriore segno meno: l’incremento degli sciatori, non ha corrisposto ad un aumento delle presenze nei ristoranti dei comuni dei comprensori sciistici o di quelli limitrofi che anzi chiudono la stagione con un -15% rispetto all’anno passato.

Di politiche di rilancio e di promozione del turismo sul nostro Appennino si parla ormai da anni, ma a onor del vero poco si è fatto al di fuori del cosiddetto mercato di prossimità, cioè legato ai flussi turistici locali. Anche nelle aspettative e negli auspici di Confesercenti si legge la necessità di “investire il Consorzio Valli del Cimone di una più forte responsabilità di coordinamento, nonché di ideazione e progettazione di nuove azioni”. Quasi uno slalom in salita.

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