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Economia

Hera supera l'anno difficile del covid, i ricavi crescono del 49%

Aumentano del 9% i dividendi per gli azionisti. Investimenti per 570,3 milioni

Ricavi in salita e dividendo pure. Il Cda di Hera ha approvato i dati economici del gruppo consolidati al 31 dicembre 2021, insieme al bilancio di sostenibilità, e spiccano questi due risultati. L'esercizio si chiude con tutti gli indicatori economico-finanziari in crescita rispetto al 2020.

I ricavi 2021 appunto salgono a 10.555,3 milioni di euro, in rialzo del 49,1% rispetto ai 7.079,0 milioni del 2020, in crescita in tutte le aree. Come atteso, nei settori energy hanno inciso i maggiori ricavi per le attività di intermediazione, i maggiori volumi venduti di gas e l'aumento dei prezzi delle commodities energetiche, oltre alla crescita dei servizi energia e dei servizi a valore aggiunto per i clienti. Sono in aumento anche i ricavi del settore ambiente, per le maggiori materie plastiche vendute e per le acquisizioni nel mercato industria.

L’utile netto al 31 dicembre 2021 sale a 372,7 milioni, in rialzo del 15,5% rispetto ai 322,8 milioni dell’anno precedente. A tale risultato hanno contribuito “special items” pari a 12,6 milioni. Il tax rate dell’esercizio 2021 risulta pari al 26,8%, rispetto al 25,7% dell’anno precedente. Al tax rate 2021 hanno contributo principalmente i benefici colti in termini di maxi e iper-ammortamenti, a fronte di significativi investimenti che il Gruppo ha effettuato in relazione alla trasformazione tecnologica, digitale e ambientale.

In forte crescita anche l’utile di pertinenza degli Azionisti del Gruppo, che sale a 333,5 milioni rispetto ai 302,7 milioni nel 2020 (+10,2%). La proposta di dividendo risulta quindi in rialzo a 12 centesimi di euro per azione (+9%), con un miglioramento di tutti gli indicatori di sostenibilità (e Mol a valore condiviso in crescita a 570,6 milioni di euro, pari al +25,4%).

Nel 2021 gli investimenti netti sono stati pari a 570,3 milioni, in crescita del 7,9% rispetto ai 528,5 milioni del 2020. Sono compresi investimenti finanziari per 11 milioni di euro, principalmente per la partecipazione nella società marchigiana SEA, in riduzione rispetto agli investimenti finanziari dell’anno precedente che comprendevano la partecipazione in Ascopiave. Al lordo dei contributi in conto capitale, gli investimenti operativi salgono a 588,7 milioni, in crescita del 16,3% rispetto ai 506,4 milioni dell’anno precedente, con un focus importante sulla resilienza degli asset. In particolare, sono stati destinati soprattutto a impianti, reti e infrastrutture, nonché agli adeguamenti normativi in ambito depurativo e fognario e all’installazione massiva dei contatori gas di nuova generazione.

Il margine operativo lordo segna 1.223,9 milioni di euro (+9%), l'utile netto di pertinenza degli azionisti 333,5 milioni di euro (+10,2%), l'indebitamento finanziario netto è di 3.261,3 milioni di euro, con debito netto-Mol in miglioramento a 2,66x.

Commenta il presidente di Hera Tomaso Tommasi di Vignano: "Anche nel 2021 il nostro impegno nel perseguire la creazione di valore per l'azienda e per i nostri stakeholder, con uno sviluppo sostenibile, ci ha consentito di ottenere risultati positivi e mettere in campo azioni di sostegno per il tessuto economico in cui operiamo, a partire dai clienti. Continueremo a farlo nonostante lo scenario che rimane complesso". Tommasi di Vignano assicura che Hera guarda "al futuro puntando su due fattori che hanno sempre contraddistinto la nostra storia ventennale: concretezza e solidità. La nostra decisione di aumentare il dividendo a 12 centesimi per azione, in linea con quanto annunciato in sede di presentazione del nuovo Piano industriale, va in questa direzione e porterà benefici per i nostri azionisti, che potranno contare su maggiori entrate per affrontare la difficile congiuntura attuale".

Per l'amministratore delegato, Stefano Venier, "la positiva generazione di cassa ci ha consentito di effettuare maggiori investimenti, con ricadute positive per i territori in cui operiamo sia in termini di qualità del servizio sia di indotto creato".

(DIRE)

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