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Ferrari, il Covid pesa finora il 35% in meno sugli utili del Cavallino

Nel terzo trimestre l'utile sal dell'1% e le consegne di auto sono in linea con il piano dell'azienda, al lavoro per recuperare le 2.000 vetture non consegnate a causa del lockdown della scorsa primavera

Un utile netto nel terzo trimestre a 171 milioni di euro (erano 169), pari al +1% sullo stesso periodo dell'anno precedente, e un utile netto a nove mesi di 346 milioni (erano 533 nel 2019), pari al -35%, nell'anno del Covid. Sono gli ultimi risultati diffusi oggi di Ferrari, relativi al terzo trimestre 2020 e ai nove mesi conclusi il 30 settembre scorso. Il titolo intanto accelera al rialzo, con un +2,67%. 

Nel terzo trimestre le vetture consegnate sono state 2.313, con un decremento di 161 unità o del 6,5% rispetto all'anno precedente, in linea comunque "con la cadenza del piano di produzione per l'intero anno della società", che prevede il recupero di 500 unità delle 2.000 vetture perse a seguito della sospensione produttiva di sette settimane legata al Covid. 

Più nel dettaglio, le vendite dei modelli a otto cilindri (V8) sono diminuite del 12,8%, mentre quelle dei modelli a 12 cilindri (V12) hanno registrato un aumento del 15,4%. L'accelerazione delle consegne della F8 Spider e della 812 Gts, principalmente nell'area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) sta gradualmente compensando la famiglia 488 Pista e la Ferrari Portofino, che hanno sostanzialmente raggiunto la fine del loro ciclo vita. E se inoltre le consegne delle Ferrari Monza Sp1 e Sp2 proseguono secondo il programma originario, l'inizio delle consegne della Sf90 Stradale e della Ferrari Roma sono confermate nel quarto trimestre del 2020. 

In questo contesto, Ferrari segnala che la guidance 2020, la 'traiettorià che riflette l'andamento generale, viene rivista intorno al limite superiore della guidance del 3 agosto, "a condizione che l'operativita` non sia impattata da ulteriori restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19".

Intanto, da Maranello segnalano che i ricavi netti del terzo trimestre 2020 sono pari a 888 milioni, in calo del 3,2% (a cambi costanti). La crescita dei ricavi da automobili e parti di ricambio a 727 milioni (in aumento del 2,6% o 2,4%) riflette il mix positivo grazie alle Ferrari Monza Sp1 e Sp2, parzialmente compensato dai minori volumi dovuti soprattutto alla fine della produzione della famiglia 488 Pista, che implica anche un contributo inferiore dai programmi di personalizzazione, e alla Ferrari Portofino, ormai a fine ciclo. 

I ricavi dei motori (a 44 milioni, in calo del 4,4%) sono risultati sostanzialmente in linea con l'anno precedente mentre quelli da sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio (93 milioni, diminuiti del 30,9% o 31,8% a cambi costanti) sono stati "notevolmente penalizzati- segnala Ferrari nel suo report- dalla pandemia da Covid che ha da un lato comportato una riduzione delle gare di Formula 1, e quindi dei relativi ricavi contabilizzati, nonostante siano migliorati nel trimestre sulla base di stime aggiornate, e dall'altro ha diminuito il numero di clienti nei negozi e di visitatori nei musei" a partire da quelli di Maranello e Modena. 

In questo quadro, l'Ebitda del terzo trimestre 2020 è cresciuto del 6,4% o del 4,7, rispetto all'anno precedente, raggiungendo quota 330 milioni con un margine Ebitda del 37,2%, in crescita di 330 punti base. Nel terzo trimestre l'Ebit è stato pari a 222 milioni (-2,1% o -4,1%). L'indebitamento industriale netto al 30 settembre segna 715 milioni, rispetto ai 776 milioni al 30 giugno 2020.

(DIRE)

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