Confindustria critica ancora il Governo: "Deve ancora dimostrare lucidità"

"Obiettivamente, il Governo deve ancora dimostrare di avere chiarezza e lucidità. La cosa che ci preoccupa di più è quanto meriteremo le attenzioni dell'Unione europea: non possiamo perdere tempo e servono risultati concreti. Gli imprenditori devono fare la loro parte, e Bonomi intende farlo. Al Governo diciamo 'vi portiamo le nostre proposte e poi discutiamo, se ce le lasciate portare'...". Così il presidente di Confindustria Emilia, Valter Caiumi, dopo le nuove critiche del presidente nazionale di Confindustria Carlo Bonomi al Governo, in questa fase di ripartenza poco condivisa.

Illustrando un sondaggio sulle imprese del territorio post-lockdown, evidenzia Caiumi allargando il raggio: "Abbiamo certamente bisogno di aumentare la credibilità e il trend del mercato interno. L'Italia, che purtroppo ha affrontato per prima, dopo la Cina, l'emergenza Covid, se fosse uscita con un po' di anticipo dal lockdown avrebbe potuto provare a raccogliere qualcosa di più sul mercato interno. Non potendo più contare come prima sull'export, su cui il nostro territorio si fonda quasi al 70%, dobbiamo capire infatti se possiamo compensare nel territorio nazionale almeno per un certo periodo. Purtroppo, questo non è accaduto. Ancora una volta, è la mia impressione, identifichiamo gli elementi che vanno corretti come fossero strumenti musicali, ma per fare musica serve sincronia". 

Lo prova, secondo gli industriali di Bologna-Modena-Ferrara, anche il nodo dell'anticipo della cassa integrazione Covid da parte delle aziende: "Sulla cassa integrazione è così in tutta Italia, anche il presidente dell'Inps lo ha ammesso. Che le imprese abbiano dovuto sostenere questo sforzo non c'è dubbio, anche se magari adesso si sta riducendo". Poi "posso anche comprendere- punge Caiumi sul 'meccanismo' pubblico- che le reazioni non siano rapide il primo mese, ma nel secondo bisogna che una reazione ci sia e nel terzo che ci sia almeno consapevolezza. Non possiamo sempre andare avanti con parole al condizionale, o possibiliste. Mi auguro ci sia presto maggiore chiarezza".

In questi giorni si dibatte poi sull'annullamento delle trazionali chiusure estive delle fabbriche. C'è bisogno di tenere aperto in agosto anche in Emilia? "In alcuni casi ce n'è bisogno, non possiamo sottovalutare che un'impresa vive in un esercizio che inizia il primo giorno dell'anno e finisce l'ultimo: quanto più si riesce a performare in questo momento tanto più cio' potrà permettere a un'impresa di essere più forte, per il 2021 e il 2022. Ci sono alcune imprese che hanno bisogno di recuperare, hanno ordini da poter evadere, mentre altre provano di recuperare riducendo il portafoglio ordini, sperando che da settembre ci sia un rilancio". In ogni caso, "tra due o tre settimane avremo dati più puntuali", osserva Caiumi, anche nella veste di numero uno del suo gruppo Voilàp digital. Verso il cuore dell'estate e l'autunno, quindi, nel territorio di Bologna, Modena e Ferrara "si procede con gli accordi sindacali: ci si mette attorno a un tavolo azienda per azienda, valutando ambienti di lavoro e strumenti, i turni pieni o meno. È una materia complessa ma non credo- confida il presidente di Confindustria Emilia- ci siano da parte di imprese forzature, non ci sono state prima e non ci saranno adesso".

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