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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia

Confesercenti, il calo dei consumi e la minaccia dell'Iva al 22%

Anche a Modena i dati confermano il crollo dei ricavi tra le PMI e non convince lo slittamento del possibile aumento dell'imposta sul valore aggiunto: "L'auspicio è che il governo la derubrichi definitivamente"

Vendite al dettaglio ancora in calo. Confesercenti riporta i dati Istat che confermano la diminuzione delle vendite complessive a livello nazionale, ad aprile, del -2,9% sullo stesso mese del 2012. Inoltre, da gennaio ad aprile il calo rilevato è già del 3,4% rispetto al medesimo periodo del 2012. Particolarmente pesante e indicativo di quanto le famiglie siano costrette a tagliare i loro budget di spesa è il dato del commercio al dettaglio di alimentari che cala del 4,5% su aprile 2012. 

La gravità della crisi è testimoniata dal fatto che tutte le forme distributive sono coinvolte in questo calo: dagli ipermercati che perdono il 5,5% ai piccoli negozi specializzati che perdono il 4,2%. “Dati che provano in modo drammatico la prosecuzione di quanto già rilevato dall’Osservatorio di Confesercenti Modena nel periodo compreso tra gennaio e marzo di quest’anno – fa sapere l’Associazione imprenditoriale modenese - Le imprese del commercio, al dettaglio di alimentari avevano fatto registrare un -3,8%, con un trend che indica ulteriore grave flessione”.

In un contesto come quello attuale, come da tempo sostiene Confesercenti, l’incremento dell’IVA ordinaria dal 21 al 22% sarebbe pericoloso e deleterio per l’intera economia. “Se attuata questa misura potrebbe infatti portare ad una ulteriore pesante riduzione dei consumi, anche perché l’aumento si applicherebbe proprio a tutti quei beni, come abbigliamento, automobili, arredamento, le cui vendite a prezzi correnti stanno soffrendo di più, con decrementi fino al 10%, aggravando oltretutto la già difficile situazione modenese e locale alle prese oltre che con la crisi anche con gli effetti del sisma”.

“Di conseguenza risulta quantomeno dubbio che l’aumento dell’aliquota generi i 3 miliardi di gettito in più previsti. Secondo le stime di Confesercenti, anzi, il gettito aggiuntivo potrebbe addirittura trasformarsi in una perdita di 300 milioni per il fisco. Il Governo dovrebbe tenere maggiormente conto della grave crisi che sta vivendo il mercato interno, e tutte le imprese che ad esso fanno riferimento. L’auspicio è che si derubrichi per sempre l’aumento IVA dall’agenda dell’Esecutivo - per ora posticipata a settembre - evitando così un provvedimento dannoso per la fiducia delle famiglie e per i consumi e probabilmente inutile ai fini del bilancio”, conclude Confesercenti Modena.

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