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Sicurezza sul lavoro, la Cgil denuncia il calo dei controlli

In tre anni le ispezioni nei cantieri e sui luoghi di lavoro è scesa in provincia circa del 25%. A Modena il 50% dei controlli ha portato alla scoperta di un illecito, unico territorio in cui il settore edilizio è quello più contestato dagli ispettori

Dall’incrocio dei dati più recenti del Ministero del Lavoro relativi alle "attività ispettive nei cantieri e nei posti di lavoro" emerge un quadro molto preoccupante per quanto riguarda la realtà emiliano-romagnola. In particolare per le province coinvolte dal terremoto, Modena in primis. É l'analisi della Cgil regionale e modenese, effettuata da Franco Zavatti, coordinatore legalità e sicurezza.

Partiamo dai numeri modenesi. Se nel 2011 furono eseguite 1.768 visite ispettive, nel 2012 sono scese a 1.503, lo scorso 2013 più giù a 1.356 e nel primo trimestre 2014 sono state 287. Analoga dinamica nel quadro regionale. Una discesa netta e lineare, purtroppo del tutto indifferente al picco emergenziale post sisma, con i circa 14.000 edifici danneggiati e l'avvio dei lavori di ripristino e ricostruzione che determinerà una situazione davvero straordinaria e qui "concentrata". 

E' importante verificare che in Emilia-Romagna, anche nel 2013 ed inizio 2014 , le ispezioni effettuate superano la media nazionale: 11.715 nell'intero anno scorso, col 44% di illeciti rilevati e che sale al 59% nel primo trimestre di quest'anno. Siamo la regione al quinto posto per attività ispettiva, dopo Lombardia, Puglia, Campania e Lazio; però siamo al quarto posto nazionale per l'entità ragguardevole "dell'imponibile evaso accertato" di ben 38,28 milioni di euro. 

Bisogna perciò ragionare attentamente ed agire rapidamente sul "bicchiere mezzo vuoto". Ciò che particolarmente preoccupa, è che il quadro dei dati regionali si impenna nei territori delle quattro province colpite dal terremoto. In particolar Modena, con il 50% di illeciti contestati rispetto ai controlli fatti nelle aziende nel 2013 e con 2,8 milioni di imponibile evaso, che balza al 69% nel primo trimestre 2014 con 1,26 milioni di euro evasi.

I controlli ispettivi segnalano inoltre una specificità per la provincia modenese: è l'unica in tutta la regione,ove gli illeciti verificati nel settore dell'edilizia superano quelli riscontrati nell'industria, terziario ed agricoltura. Inoltre, un inaccettabile 61,2% di posizioni di lavoratori modenesi controllati, risultano vittime di irregolarità: prevalentemente lavoro nero, somministrazione illecita di mano d'opera, fasulle partite Iva. Qui sta il "bicchiere mezzo vuoto" della Cgil, che va assolutamente considerato e risolto con urgenza, con maggiori risorse dedicate ai controlli - non sulle carte - bensì mirati al contrasto del lavoro irregolare che è poi l'altra faccia della illegalità economica e fiscale, sempre più preoccupante nei nostri territori.

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