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Economia

Saldi invernali, per i piccoli commercianti le vendite calano del 20%

Per FISMO-Confesercenti andamenti positivi nell’abbigliamento per bambini, calzature sportive e capospalla. In calo intimo e valore medio scontrino. Tengono le zone di Carpi, Pavullo e Modena. Decisamente negativo il trend nella zona di Vignola

I commercianti continuano a fare i conti con il difficile momento economico e la ridotta capacità di spesa delle famiglie modenesi e i saldi invernali non riescono a risollevare questo trend negativo. A poco più di un mese dall’avvio le tradizionali vendite di fine stagione fanno registrare sul territorio un calo del 20% rispetto al 2013. A rilevarlo è FISMO-Confesercenti Modena che ha tracciato un primo bilancio dal monitoraggio di oltre un centinaio di imprese del settore moda-abbigliamento e calzature, dalla montagna alla pianura, passando ovviamente per il capoluogo e i maggiori centri della provincia.

SETTORI - Vanno molto a rilento le vendite tra i capi di abbigliamento classici invernali sia per uomo che per donna: dalle giacche, alle camice, dai pantaloni, agli abiti. Anche l’intimo segna il passo così come gli articoli da merceria. Tiene bene con punte d’incremento, guardando sempre all’inverno precedente l’abbigliamento per bambini: settore in cui gli acquisti prevalenti sono rappresentati da capi di taglie superiori da far utilizzare ai figli piccoli l’anno prossimo. Mostrano solida stabilità gli affari tra i capi di maglieria classica mentre risultano contrassegnati da segno “+” la vendita di giacconi e capospalla in generale e quella di calzature, in particolare quelle sportive genere sneakers. Quanto al valore medio dello scontrino, siamo fino ad oggi intorno ai 55 euro. Anche se la maggior parte degli operatori monitorati, il 60% circa, non ha difficoltà a dichiarare un calo rispetto all’anno passato del 15%.   

DISTRETTI - Sono le zone di Modena, Carpi e Pavullo quelle dove il trend delle vendite di fine stagione si conferma sostanzialmente stabile. In tutte lo sconto medio applicato è del 30%; varia invece l’importo medio dello scontrino: 65 euro nel primo caso, 80 euro nel secondo e 40 nel terzo. Meno bene nell’area di Vignola dove le vendite in occasione dei saldi sono scese del 20% come pure il valore dell’importo, assestandosi intorno ai 55 euro. Male il comprensorio ceramico – Sassuolo, Formigine, Maranello – che oltre ad un calo degli affari del 15%, la cifra spesa per i saldi si aggira intorno ai 44 euro: al di sotto cioè della media provinciale.

“Si giunge ormai ai saldi di fine stagione – dichiara FISMO-Confesercenti Modena – dopo mesi di vendite promozionali, sempre più diffuse e ravvicinate alle date di partenza. Senza contare che a depotenziarli contribuiscono anche le spese sostenute in occasione delle festività natalizie, la data di avvio già prima dell’epifania, alla pressione fiscale… elementi che condizionano la volontà oltre che la capacità di acquisto dei consumatori. Rimane poco meno di un mese ancora e con percentuali di sconto più elevate, con l’auspicio che possano rappresentare un po’ più di ossigeno per le imprese modenesi del settore”.

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