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Maserati resta nel limbo, dopo le ferie estive altra cassa integrazione

La Fiom denuncia la mancata ripresa della produzione dopo lo stop estivo che si concluderà il 27 agosto. Catene di montaggio ferme da due mesi: "Gruppo dirigente incapace di trovare soluzioni"

Finiscono le ferie, ricomincia la cassa integrazione. Succede, succederà alla Maserati di Modena: "Come la Fiom aveva previsto, purtroppo il 27 agosto non si rientra al lavoro, dopo uno stop produttivo di un mese e mezzo, determinato da un periodo di cassa dal 18 luglio al 3 agosto e dalle ferie collettive dal 6 al 24 agosto", racconta Cesare Pizzolla, segretario dei metalmeccanici della Cgil sotto la Ghirlandina, all'indomani della riunione con la direzione aziendale che ha discusso appunto della cig a settembre per tutti gli operai e gli impiegati strettamente collegati alla produzione. Maserati ha infatti aperto un'ulteriore richiesta di cassa integrazione va dal 27 agosto al 7 settembre e dal 17 settembre al 21 settembre. 

"Così si arriva a quasi due mesi di stop produttivo continuativo, in quanto la direzione Maserati ha confermato che i volumi 2018 sono stati rivisti al ribasso rispetto a quanto previsto a inizio anno. Nel 2018 saranno infatti prodotte circa 2.400 e 2.500 autovetture (tra produzione Maserati e produzione Alfa Romeo) rispetto alla previsione di inizio anno di 2.800 autovetture", resoconta Pizzolla. Che accusa "l'incapacità di questo gruppo dirigente di trovare soluzioni che permettano di saturare gli impianti produttivi dello stabilimento modenese di Maserati Auto. Così facendo si continua -nel totale silenzio delle altre sigle sindacali- a far pagare ai lavoratori questa situazione di mercato e di incertezza sul futuro, in quanto, lo diciamo per l'ennesima volta, manca un piano industriale produttivo di prospettiva".

Al momento, evidenzia ancora Pizzolla, "le uniche soluzioni proposte sono di continuare a distaccare lavoratori verso altri stabilimenti del gruppo Fca, come i 40 operai distaccati in Ferrari Auto a Maranello da diversi mesi, mentre proprio in queste settimane si sta chiedendo ai lavoratori la disponibilità ad andare a lavorare nello stabilimento VM Motori di Cento (Ferrara). Inoltre la direzione locale Maserati vive nella speranza che dalla direzione centrale, qualcuno venga a spiegare quello che succederà a Modena". 

Tirando le somme, per la Fiom modenese si puo' dire che "ancora una volta, l'azienda non sta mettendo in campo misure per potenziare lo stabilimento, ma al contrario per ridurre. I distacchi sarebbero sicuramente una misura utile se ci fosse un progetto per il futuro che chiarisse, una volta per tutte, quale e quante autovetture produrre a Modena e con l'impiego di quanti lavoratori. Al momento invece si conferma che per tutto il 2019 si continuerà a lavorare sui modelli attuali (Gran Cabrio e Gran Turismo)". Ma la Fiom non è disposta a rimanere a guardare tutto questo e chiede alla "nuova direzione di sciogliere in tempi rapidi i dubbi sul futuro di Maserati ai lavoratori che vivono da troppo tempo nell'incertezza, sia con un tavolo nazionale di confronto che un tavolo locale alla presenza unitaria di tutte le organizzazioni sindacali".

(DIRE)

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