Industria ceramica in crisi dopo il Covid, l’appello della Cisl per la ripartenza

Un altro settore che ha risentito e risentirà ancora degli effetti del lockdown è quello ceramico. Il segretario generale della Femca Cisl Emilia Centrale Rosario Roselli lancia un appello per la ripartenza del settore

C’è preoccupazione nel settore delle ceramica per la situazione post-covid. Il segretario generale della Femca Cisl Emilia Centrale Rosario Roselli ha infatti commentato così  le dichiarazioni del presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani, esprimendo anche la sua inquietudine sulla situazione attuale.  

“Condividiamo le preoccupazioni di Confindustria Ceramica. La situazione odierna, già molto seria, potrebbe essere drammatica dopo l’estate. Per questo è necessario un prolungamento degli ammortizzatori sociali. Allo stesso tempo, però, dobbiamo contrattare insieme alle aziende nuove organizzazioni e forme del lavoro, perché nulla sarà più come prima”. C’è preoccupazione nel settore delle ceramica per la situazione post-covid. Il segretario generale della Femca Cisl Emilia Centrale Rosario Roselli ha infatti commentato così  le dichiarazioni del presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani, esprimendo anche la sua inquietudine sulla situazione attuale.  

“Durante il lockdown le imprese ceramiche si sono concentrate sulla sicurezza e va riconosciuto loro di aver svolto un ottimo lavoro – dice Roselli – Il problema è che, finita l’emergenza, il mercato non è ripartito perché l’edilizia è praticamente ferma in tutto il mondo per il timore che ricominci la pandemia. Nel nostro settore giugno e luglio sono mesi decisivi, se non ci riprendiamo in fretta l’anno rischia di chiudere con un pesante segno negativo”.

Per il segretario dei ceramisti Cisl sono fondamentali gli interventi del Governo, come l’introduzione della cigo con causale “emergenza Covid-19”,  per la ripresa del settore ceramico.

Secondo Rosselli infatti è necessario irrobustire la disponibilità degli ammortizzatori sociali a favore di imprese e lavoratori, prevedendo un’applicazione semplificata concertata con le parti sociali, in grado di scongiurare, nel breve, riduzioni di personale.

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“Oltre al “super bonus” del 110%, occorre ogni possibile sforzo per rilanciare il settore attraverso massicci investimenti pubblici, in particolare nell’edilizia sanitaria e scolastica – aggiunge Roselli – È chiaro, però, che non basta riaccendere i forni e produrre mantenendo il distanziamento. Questa non è una crisi come quella del 2008, che era essenzialmente finanziaria. Vanno ripensati il comparto e l’intero comprensorio ceramico. Oggi le palazzine degli uffici delle grandi aziende ceramiche sono quasi deserte perché molti impiegati lavorano da casa: è questo il futuro? - chiede Roselli - Con Confindustria Ceramica stiamo trattando il rinnovo del contratto nazionale. Oggi più che gli aumenti in busta paga, la nuova sfida cui sono chiamate le parti sociali è riprogettare un settore con forme nuove di lavoro che concilino competitività delle imprese, sicurezza dei lavoratori e – conclude il segretario generale della Femca Cisl Emilia Centrale – il giusto riconoscimento della qualità e produttività che da sempre contraddistingue le aziende ceramiche”.   

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