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Lunedì, 16 Maggio 2022
Economia

Aperture domenicali, la Cgil torna all'attacco di Coop Estense

Dopo che Coop Estense ha tratto un bilancio positivo degli accessi ai suoi centri commerciali durante la domenica, sottolineandone le ricadute sull'occupazione, il sindacato confederato contrattacca: "Sempre aperti è un eccesso ideologico"

Molto avevano fatto discutere, anche sui social network, i numeri forniti ieri da Coop Estense sull'aumento delle presenze domenicali nei supermercati ed ipermercati emiliani. Numeri che non sono passati inosservati anche negli uffici della Cgil provinciale, che ha prontamente replicato al colosso della grande distribuzione, con il quale i rapporto sono diventati molto tesi proprio in seguito alla deregolamentazione degli orari del commercio.

“I Consiglieri d'Amministrazione di Coop Estense hanno prodotto ieri un comunicato stampa singolare – spiegano i sindacalisti della Filcams/Cgil - Singolare perché da un lato si ammette che gran parte delle vendite domenicali altro non è che il trasferimento di vendite fatte in precedenza dal lunedì al sabato. Singolare perché presenta incrementi poderosi di vendite la domenica, senza ricordare che ciò è dovuto quasi esclusivamente alle promozioni artificiosamente concentrate in quella giornata

Ma a far discutere è in particolar modo il nesso tra aperture domenicali e occupazione, laddove Coop contrappone la eventuale re-introduzione di regole a un calo dell’occupazione, con un conto virtuale di ben 141 licenziamenti. O, come sottolinea il sindacato, sarebbe meglio dire 300 licenziamenti, visto che la cooperativa assume soltanto dipendenti part-time.

“Dai dati in nostro possesso, le uniche assunzioni fatte in Coop Estense negli ultimi 18 mesi sono ancora solo i 50 part-time assunti in Emilia nei primi mesi del 2012, contro le oltre 100 uscite per pensionamenti e dimissioni. Questa è per noi la dimostrazione che le aperture domenicali non stanno portando il saldo occupazionale a valori positivi”, conclude la Cgil.

Intanto si attendono gli sviluppi politici di un'eventuale revisione della legge che ha prodotto la totale deregulation degli orari del commercio. Sotto la spinta della mobilitazione che ha visto tra i protagonisti anche lavoratori e sindacato, i diversi progetti di legge sul commercio, sia di maggioranza che di opposizione, tendono a ricostruire un quadro di regole, riaffidando un ruolo agli Enti Locali. “Tornare alle regole – dichiara la Cgil - non vuol certo dire chiudere sempre la domenica, visto che fino al 2011 erano circa 14 le domeniche aperte per ogni singola struttura commerciale. Tornare alle regole vorrebbe però dire restituire dignità alla vita di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori del commercio ed alle loro famiglie”.

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