Ciliegie, Vignola si prepara ad una raccolta di qualità: "Non serve manodopera esterna”

Il direttore del Consorzio di Tutela della Ciliegia di Vignola Igp, Walter Monari, fa il punto della situazione. E presenta anche le mascherine “brandizzate” lavabili finanziate da un contributo del Comune

Walter Monari

La campagna di raccolta delle ciliegie nei campi di Vignola e dintorni sarà senz’altro complessa sotto diversi aspetti, ma la qualità delle ciliegie sarà comunque ottima e, per quanto riguarda la manodopera, è già più che sufficiente quella interna, che si è fatta avanti in questi giorni. Questo, in estrema sintesi, quanto afferma Walter Monari, direttore del Consorzio di tutela della ciliegia di Vignola IGP.

“Ci stiamo preparando alla campagna ortofrutticola 2020 – dichiara lo stesso Monari - che sarà una delle più difficili degli ultimi decenni, sia per le problematiche collegate al Corona virus, sia per i forti danni da gelo che ci hanno ridotto la produzione all’incirca del 50% per le ciliegie e del 70% per le susine. La campagna delle ciliegie dovrebbe iniziare verso il 18 maggio e, se le condizioni atmosferiche si manterranno buone, prevediamo comunque di avere un prodotto di alta-altissima qualità, seppure pressoché dimezzato rispetto ai quantitativi di un’annata normale. Quello che ci auguriamo è quindi anche un prezzo in linea con queste difficoltà, in primis il forte ridimensionamento della disponibilità di prodotto”.

Lo stesso direttore del Consorzio, non manca poi di fare alcuni affondi all’attuale gestione dell’emergenza Coronavirus, che ha messo in difficoltà anche i produttori locali. “Le nostre aziende agricole – prosegue Monari - per oltre il 50% sono gestite da titolari in pensione; mi stupisco che queste vengano lasciate fuori da ogni aiuto. In un Paese civile, dove vengono dati reddito di cittadinanza a volte superiore alla pensione dei nostri agricoltori e si sente parlare di proposte che prevedrebbero un reddito di 400-500 euro ai lavoratori in nero, non si possono assolutamente dimenticare le partite iva, alle quali secondo me non andrebbe dato una tantum di 600 euro, ma un aiuto in percentuale al reddito perso, confrontando quest’ultimo con gli stessi periodi degli anni precedenti. Vorrei ricordare che in questi anni chi ha lavorato in nero ha soltanto avuto benefici dallo Stato (reddito di cittadinanza, benefici sulla sanità, ecc…), senza contribuire in modo alcuno. Per questi motivi, anche il solo pensare che i titolari di partita iva in pensione vengano considerati meno che un lavoratore in nero, umilia sicuramente questa categoria. Ritengo che in una situazione di questo tipo non ci sia nessuna ragione di equità sociale".

"Ricordo inoltre che il mondo agricolo – prosegue ancora Monari - avrà necessità di assumere personale per la raccolta della frutta. Ma prima di regolarizzare persone di altri Paesi per questo tipo di attività, credo sia indispensabile contattare tutti coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza, proponendo loro un’occupazione stagionale che aiuti a raccogliere i prodotti dei campi e che allo stesso tempo porti ad un risparmio sul capitolo di spesa pubblica; coloro che non accettassero questa offerta di lavoro pur essendone potenzialmente in grado, credo che dovrebbero venire esclusi dai benefici sopra citati. Nel nostro comprensorio peraltro – continua ancora Monari - abbiamo divulgato la problematica di mancanza di manodopera per la raccolta dei prodotti ortofrutticoli e ad oggi abbiamo più richieste di lavoro di quante siano le necessità reali. Richieste che provengono da giovani disoccupati del posto e da titolari di partita iva che al momento non possono svolgere la loro attività. Anche il Comune di Vignola fra l’altro sta cercando di coinvolgere i giovani del territorio, in collaborazione con le associazioni agricole, per offrire loro possibilità di lavoro. Alla luce di tutto ciò, per il nostro comparto locale riteniamo inutile la regolarizzazione di personale di altri Paesi perché appunto la domanda ha già saturato l’offerta”.

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Visto poi il periodo di coronavirus, il Consorzio ha pensato anche a difendere i propri operatori. “Abbiamo erogato un contributo al Consorzio – spiega Massimo Venturi, assessore all’agricoltura del Comune di Vignola – per l’acquisto di 5.000 mascherine “brandizzate” e lavabili che saranno distribuite a produttori locali, grossisti e al personale del mercato ortofrutticolo vignolese. Un modo senz’altro originale per continuare a promuovere il marchio Vignola e il suo prodotto d’eccellenza – la ciliegia, appunto – in questo momento molto critico a livello nazionale e internazionale. E non sarà il nostro unico intervento in questo settore”.

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