Il Decreto delude le imprese, CNA: "Chiuderà un terzo delle imprese del settore benessere"

"Attendevamo la presentazione del nuovo decreto con speranza, l'abbiamo archiviata con un misto di delusione, rabbia e sconcerto. Perchè è del tutto evidente come l'unico punto di riferimento di questi provvedimenti, per cio' che riguarda gli aspetti legati all'economia, sia l'industria. Come era lecito attendersi, visto che tra le centinaia di componenti delle più diverse task force all'opera non c'è uno che sia uno, di rappresentanti del mondo dell'artigianato e della piccola impresa". È una bocciatura severa quella che Alberto Papotti, segretario di Cna Modena, affibbia al decreto ("irricevibile") presentato ieri sera dal presidente del Consiglio. 

Particolarmente indigesta è la data fissata per l'apertura delle attività artigiane del benessere, della ristorazione e degli esercizi pubblici, l'1 giugno. "Stiamo parlando di imprenditori che, sulla base di anticipazioni giornalistiche mai smentite, hanno già iniziato a fare investimenti per assicurare il distanziamento fisico e la ripresa in sicurezza. Ebbene, queste categorie sono state rispedite in panchina per cinque settimane, non si sa bene sulla base di quali considerazioni medico-scientifiche, visto che allo stesso tempo si dà il via ai trasporti pubblici, ben più pericolosi dal punto di vista sanitario", protesta Papotti. Il dirigente di Cna non vuole mettere a confronto l'utilità pubblica del Tpl rispetto all'acconciatura, "pero' diventa difficile spiegare ad un imprenditore del settore, chiuso dall'11 marzo, la ragione per cui dovrebbe continuare a tenere le serrande abbassate. Magari dopo essere andato a fare la spesa in un supermercato ed aver visto la promiscuità commerciale a cui quest'ultima dà luogo. Imprenditore che è abituato da anni a rispettare norme igieniche piuttosto ferree".

Fatto sta che Cna avverte: con le decisioni annunciate ieri sera, il settore del benessere "va verso la chiusura di almeno un'impresa su tre, dando peraltro buona linfa all'abusivismo. Che del rispetto delle norme sanitarie se ne frega". Per non dire, continua Papotti, della chiusura dell'edilizia privata e della ripresa dei cantieri pubblici, "una differenza ingiustificata, visto che il protocollo anti-covid è lo stesso". Ad ogni modo, gli artigiani non demordono. "Lavoreremo subito- conclude il segretario di Cna Modena- per far si' che questo decreto possa essere migliorato, decreto che peraltro scade il 17 maggio e che per questo ha ancora spazi di correzione. Noi continuiamo a ritenere che la data più opportuna per la ripresa di queste attività sia l'11 maggio. Di certo non lasceremo nulla di intentato per cercare di dare agli artigiani quella dignità che sino ad oggi non hanno avuto, senza escludere manifestazioni di protesta".

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