CNA Fita lancia campagna #stopdumping. "Contrastare concorrenza sleale nell'autotrasporto"

Le imprese di autotrasporto italiane, che fino al 2008 avevano un ruolo importantissimo in Europa, in quasi dieci anni hanno visto perdere competitività e capacità di aggredire il mercato del trasporto internazionale

CNA Fita Modena lancia l’allarme: il Governo, la politica blocchino il tentativo di apertura indiscriminata dei vettori esteri nel territorio nazionale che praticano forme di concorrenza sleale nei confronti degli autotrasportatori italiani. I dati allarmanti forniti da CNA Fita parlano chiaro, negli ultimi anni l’autotrasporto italiano ha perso importanti quote di mercato soprattutto per colpa di una concorrenza con la quale è impensabile poter competere.

A farne le spese sono state soprattutto le Piccole e Medie Imprese Artigiane dell’autotrasporto che dal 2008 sono diminuite di 25.587 unità (fonte Movimprese – elaborazione dati CNA Fita). Sul fronte modenese, il calo è stato del 28,2% negli ultimi dieci anni: siamo infatti passati dalle 2.282 aziende del 2010 alle 1.638 attuali.

Le imprese di autotrasporto italiane, che fino al 2008 avevano un ruolo importantissimo in Europa, in quasi dieci anni hanno visto perdere competitività e capacità di aggredire il mercato del trasporto internazionale, assistendo  anno dopo anno  ad una vera e propria invasione di operatori che stanno occupando importanti spazi nel mercato nazionale attraverso forme di cabotaggio non sempre regolare e spesso effettuato dalle cosiddette imprese “estero vestite”, imprese italiane che hanno de-localizzato la propria attività nei nuovi paesi dell’est emergenti.

In questi giorni, a Bruxelles, con il dibattito sulle norme contenute nel pacchetto mobilità, si stanno determinando le sorti ed il futuro delle imprese di autotrasporto: per la sopravvivenza delle imprese di un comparto strategico come quello del trasporto e della logistica, è necessario che si adottino urgentemente misure in grado di arginare fenomeni distorsivi della concorrenza.

Non intervenire vuol dire mettere l’autotrasporto Italiano nelle mani di altri, non possiamo competere con chi in nome della libera circolazione delle merci esegue trasporti con un costo del lavoro di 8 € all’ora, con costi di gestione generalmente più bassi e una tassazione favorevole - commenta Gianni Righetti, presidente di CNA Fita Modena - senza dimenticare delle conseguenze in termini di sicurezza, legate a questa liberalizzazione selvaggia”.

Ecco spiegate le ragioni di una mobilitazione nazionale, che coinvolgerà ovviamente anche l’autotrasporto modenese, con l’obiettivo di difendere un settore importante anche dal punto di vista dell’occupazione, nella quale la professionalità ricade, in termini di sicurezza, su tutta la comunità.

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