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Tasse, Cna ai sindaci: "Non penalizzate le piccole imprese"

Il timore è che qualche Comune possa aumentare l'aliquota fino al 10,6 per mille, come consentito dal decreto attuativo del Federalismo Fiscale. Spaventa la facoltà lasciata alle province di aumentare l'addizionale sull'assicurazione Rc dei veicoli dall'attuale 12,5% al 16%

In vista della prossima entrata in campo della nuova Imposta Municipale sugli Immobili (l’Imu che prenderà il posto dell’Ici), prevista dal Decreto attuativo del federalismo fiscale dei Comuni, Cna lancia fin d’ora un appello agli Amministratori locali, affinché scelgano di non aumentare la pressione tributaria che grava sulle piccole aziende e che quindi si impegnino ad applicare l’aliquota agevolata per gli immobili produttivi posseduti e direttamente utilizzati dalle imprese.

Le ragioni di questa richiesta, scrive Cna in un comunicati, risiedono nel fatto che nell’ultima versione del decreto sul fisco municipale, non c’è più l’obbligo di ridurre alla metà l’imposta sugli immobili delle aziende e che verrebbe solamente prevista una facoltà in capo ai Comuni. Una possibilità che è fonte di seria preoccupazione in quanto, i Comuni, in carenza di risorse finanziarie ed in conseguenza dei tagli dei trasferimenti, potrebbero essere spinti ad applicare l’aliquota piena del 7,6 per mille, che già di per sé comporta un esborso maggiore da parte delle aziende rispetto all’attuale ICI.

Ma c’è dell’altro. Il timore è che qualche Comune possa addirittura decidere di aumentare l’aliquota fino al 10,6 per mille, come consentito dal decreto (se saranno confermati gli attuali contenuti). Allo stesso modo incute paura la facoltà che il decreto legislativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 12 maggio lascia alle province di aumentare l’addizionale sull’assicurazione Rc dei veicoli dall’attuale 12,5% al 16%. Per Modena si tratterebbe di oltre 7 milioni di euro in più nel caso di applicazione dell’aliquota massima, che graverebbero sulle tasche dei conducenti, sia privati che i professionisti come gli autotrasportatori  

Risulta evidente che questa impostazione legislativa, imperniata di fatto su di una autonomia finanziaria perseguibile soprattutto con gli aumenti della pressione fiscale, che si affianca ai vincoli di spesa ed ai tagli generalizzati dei trasferimenti delle risorse agli Enti Locali, indipendentemente dalla qualità dei loro bilanci, è incoerente con i principi fondamentali (condivisi) alla base del federalismo.

L’economia del territorio ed il sistema delle piccole aziende non può però sopportare ulteriori penalizzazioni, conclude Cna, la scelta di sostenere ed agevolare le piccole aziende in questo caso è dunque in capo a Sindaci e Presidente della Provincia. Occorre quindi, già da ora, impostare e programmare le gestioni finanziarie dei Comuni in modo tale da arrivare alla decorrenza della nuova imposta nelle condizioni di bilancio che consentano di evitare stangate ai danni delle aziende. Ecco perché, a parere dell'associazione, occorre parlarne per tempo, ed ecco perché le piccole aziende chiedono garanzie affinché l’avvio del federalismo non rappresenti l’ennesima brutta sorpresa fiscale.

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