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Economia

Commercio, “Codice Sitta”: i sindacati chiedono di riaprire il confronto

Cgil, Cisl e Uil uniti per chiedere a Pighi di rivalutare il Codice Comportamentale che dovrebbe regolamentare le aperture festive dei negozi: "È peggiorativo rispetto a Leggi e Contratti collettivi di lavoro"

Non c’è pace per i lavoratori modenesi del commercio: con il Decreto del Governo Monti sulle liberalizzazioni si è assistito a un’impennata delle aperture domenicali e festive in genere degli esercizi commerciali e soprattutto degli ipermercati, impennata che spesso non è stata affiancata da un adeguato ricambio di personale. In molti dipendenti non hanno resistito, e pur di non rinunciare a una sacrosanta giornata di riposo da trascorrere con le famiglie, sono rimasti a casa, molti altri invece hanno deciso di protestare per far valere i propri diritti, e per una volta alzare la voce sembrava fosse servito.

Risale a pochi giorni fa infatti la promulgazione del Codice Comportamentale, subito ribattezzato dai media “Codice Sitta” in omaggio al solerte assessore che l’ha firmato, che propone un piano in 4 punti da far adottare a centri commerciali e negozi interessati dalle aperture festive: il piano prevederebbe il rispetto di alcune festività religiose e civili con l’impegno a non effettuare aperture in quei giorni, la definizione di un numero massimo di aperture per insegna (30 giornate all’anno), la salvaguardia delle piccole imprese nelle gallerie commerciali con l’impegno delle società di gestione a non obbligare i negozi delle gallerie all’apertura per più di un terzo delle domenica e festività complessive, infine la tutela di lavoratrici e i lavoratori con l’impegno da parte dei datori di lavoro a garantirne una turnazione in modo da utilizzarli, salvo volontarietà, in non più di un terzo delle festività complessive di apertura.

L’ambiziosa proposta, ambiziosa più che altro perché era chiara la difficoltà di mettere d’accordo tutti i soggetti coinvolti (ricordiamo almeno associazioni di categoria del settore, i rappresentanti dei centri commerciali, i sindacati e le associazioni dei consumatori), è stata infatti bocciata dai tre principali sindacati nazionali, che, per una volta d’accordo, hanno spedito una lettera al sindaco Pighi per invitarlo a ripensare al Codice Comportamentale, che sarebbe peggiorativo per i lavoratori e rispetto a Leggi e Contratti collettivi di lavoro. Cgil, Cisl e Uil affermano infatti che il documento inviato da Sitta per approvazione “era profondamente difforme dalle proposte verbalmente avanzate dall'assessore in un precedente incontro, ed alle quali sempre verbalmente avevamo aderito”, infatti il Codice conterrebbe “una parte inefficace, vale a dire la limitazione delle aperture interpretata come media per catena, in modo da poter trasferire le mancate aperture dei negozi più piccoli sugli Ipermercati, e contiene una parte inaccettabile che, come già detto, riguarda il lavoro e i contratti”.

Per questa ragione i sindacati chiedono al Sindaco di riaprire il confronto, e soprattutto pregano l’autorità cittadina di valutare un nuovo documento di ben altro impatto sulle condizioni dei lavoratori da stilare insieme, amministrazione e associazioni sindacali. 

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