Lunedì, 21 Giugno 2021
Economia

Edilizia | Non tutti i comuni si sono adeguati alle nuove norme, Lapam: "Rischio per gli appalti"

Lapam è preoccupata per il mancato adeguamento di alcuni comuni alla centralizzazione degli appalti sotto i 40mila euro. Il rischio è che se non avverà entro il 1 Gennaio tale adeguamento si potrebbe avere persino il blocco degli appalti

E' Lapam a lanciare una preoccupante verità sugli aggiornamenti degli enti dichiarando:  “Non tutti gli enti si sono adeguati alla normativa sulla centralizzazione, necessario armonizzare le scadenze."  Il caso riguarda il Comparto Costruzioni che dal 1° Novembre deve sottostare alla centralizzazione degli appalti.  Dopo una lunga serie di proroghe, è scattato l’obbligo di centralizzazione degli appalti per i Comuni non capoluogo. Il problema è che diversi comuni sotto i 10.000 abitanti non si sono ancora adeguati e così gli appalti sono bloccati. 

Si tratta di una situazione che, in particolare, riguarda l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico che, ricordiamo, raggruppa otto comuni tra la fascia pedemontana e la montagna (Sassuolo, Fiorano, Maranello, Formigine, Montefiorino, Palagano, Prignano, Frassinoro). Unica eccezione alla normativa è rappresentata dai comuni del cratere sismico che in virtù della loro condizione sono esclusi.

"La nostra richiesta - dichiara Lapam di Modena - di armonizzazione dei termini per l'attivazione delle procedure a favore dei piccoli comuni, parte dalla novità inserita nel disegno di legge di stabilità 2016. Nel provvedimento si estende anche per i piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti, la medesima autonomia operativa consentita fino a 40.000 euro, a partire dal 1° gennaio".

L'attuale status di cose compromette gli appalti, infatti secondo quanto previsto dal Codice Appalti, per acquisire lavori, beni e servizi i piccoli comuni dovranno necessariamente ricorrere alle centrali di committenza, soggetti aggregatori per lo più identificati nelle unioni comunali o procedere tramite apposito accordo consortile tra enti. In caso contrario, a chi non si adegua, l’ANAC non potrà rilasciare il codice identificativo gara (CIG) necessario ai fini della pubblicazione dei bandi.

Se da gennaio quindi tutte le amministrazioni, a prescindere dalla loro dimensione potranno bandire gare fino a 40 mila euro, si apre il problema per il periodo novembre/dicembre 2015, dove i comuni con meno di 10 mila abitanti, stanti così le cose, fino all’inizio del 2016 non potranno in nessun caso bandire gare d’appalto, precludendosi così l’opportunità per l’affidamento dei lavori e per l’acquisto delle forniture di beni e servizi necessari.

" Nell’immediato - conclude Lapam Modena - è urgente allineare le due scadenze e dare da subito la possibilità anche ai comuni sotto i 10 mila abitanti di procedere autonomamente per gare sotto i 40 mila euro: diversamente, il blocco degli appalti anche per alcune amministrazioni comunali della nostra provincia è un rischio assai concreto”.

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