Locali pubblici e piccoli commercianti in crisi, "a Modena incassi giù del 50%"

Confesercenti prende posizione a tutela delle piccole e medie imprese in merito all’emergenza Coronavirus anche nei nostri territori, che sta fortemente penalizzando tutte le attività e in particolare la ristorazione, il commercio ambulante e le strutture ricettive

La situazione che è esplosa nel giro di pochi giorni anche nella nostra provincia a causa dell’emergenza sanitaria colpisce tutte le categorie economiche ma, in particolare, i pubblici esercizi e l’intero comparto turistico e ricettivo penalizzato sia dal calo dell’afflusso di visitatori esterni - diversi Paesi sconsigliano di visitare l’Italia - che da quello del mercato domestico – turisti italiani fortemente spaventati dall’eventuale contagio e brusca frenata dei visitatori legati al comparto manifatturiero.

Si tratta di un tema che coinvolge direttamente la nostra categoria - commenta Gianfranco Zinani, Presidente FIEPET - Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici - Confesercenti Modena - siamo già al lavoro per evitare gli allarmismi, seguendo con serenità le indicazioni delle autorità competenti ma, nel contempo, attivandoci per tutelare economicamente e socialmente gli operatori”.Confesercenti Modena è al lavoro per garantire assistenza e una corretta informazione alle imprese e consumatori, evitando pericolosi allarmismi. Negli opportuni tavoli locali, regionali e nazionali, Confesercenti richiede chiarezza nell’applicazione dello stato di emergenza e che siano da subito messi in atto quegli interventi straordinari a sostegno dei settori più colpiti, utili a evitare che questa fase critica possa comportare un danno fatale alle imprese.

Sul piano più locale vengono richieste misure a sostegno di ristoranti e piccole attività commerciali, partendo anche dalla moratoria di tasse e tributi comunali e l’istituzione di un commissario straordinario che coincida con il ruolo di Presidente della Giunta Regionale, così come è avvenuto per il sisma e per la ricostruzione.

Video | L'intervista alla Direttrice Marvj Rosselli

Il centro Studi Confesercenti Nazionale stima che l’emergenza da coronavirus possa avere un impatto elevatissimo, pari a una perdita di circa 3,9 miliardi di euro di consumi, anche ipotizzando una crisi limitata in termini temporali. Ciò con pesanti conseguenze sul tessuto imprenditoriale: chiusura di circa 15mila piccole imprese in tutti i settori, dalla ristorazione alla ricettività, passando per il settore distributivo e i servizi. L’impatto sull’occupazione potrebbe superare i 60mila posti di lavoro. “A livello locale e nell’immediato - conclude l’Associazione - i nostri associati ci segnalano cali di oltre il 50% sia nella ristorazione che nel commercio ambulante e comunque forte riduzione delle vendite in tutti i settori, tranne i beni di prima necessità. Nel frattempo i nostri operatori continuano a garantire il massimo impegno per confermare qualità e sicurezza ai propri clienti e auspicano una mitigazione dell’emergenza, vissuta con profonda, e in parte eccessiva, ansia da parte dei consumatori.”

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Confesercenti Nazionale, nell’odierno incontro al MISE, ha richiesto di trattare tutte le imprese turistiche come se rientrassero nella zona rossa, estendendo la sospensione dei pagamenti e pensando a forme di welfare per i lavoratori e gli imprenditori, Sarà indispensabile una revisione trasversale ad hoc degli ISA relativi alle attività economiche più colpite, al fine di tener conto degli effetti della crisi economica e dei mercati, collegata all’emergenza in corso. Altre misure che si è richiesto di attuare sono le procedure abbreviate di accesso agevolato ai Fondi di Garanzia, la sospensione dei pagamenti relativi alle utenze e delle rate dei mutui bancari, con relativo allungamento della durata del mutuo. Infine, a sostegno dell’occupazione, è stata richiesta l’attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga anche per aziende non ubicate nei comuni interessati dalle misure urgenti di contenimento e possibilità di accesso al Fondo d’Integrazione Salariale anche per i dipendenti delle aziende di piccola dimensione occupazionale.

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