Il commercio soffre, in crisi quello al minuto. Confesercenti: "Fase di stagnazione"

E' un momento di stagnazione quello fotografato da Confesercenti nella sua analisi dei piccoli e medi commercianti modenesi

Va in archivio un altro anno di sofferenze per le per le Micro Piccole e Medie Imprese modenesi del commercio e dei pubblici esercizi e ancora una volta col segno meno. A rilevarlo, l’Osservatorio di Confesercenti Modena: al 31 dicembre 2016, i ricavi per oltre un migliaio di imprese indicano una flessione media dello 0,2% rispetto al 2015. I pubblici esercizi ed il minuto extralimentare, sono i settori che pagano il ‘conto maggiormente salato’; mentre più contenuto risulta quello delle attività di vendita al minuto di generi alimentari.

CONFESERCENTI: "SIAMO IN FASE DI STAGNAZIONE". In controtendenza, seppur lieve, il fatturato per il settore ingrosso, trainato in particolare dalle imprese che si rivolgono al manifatturiero. “Il 2016 – fa notare Confesercenti Modena - si conferma quindi l’anno della mancata ripresa e degli auspici andati delusi. “Sono dati – fa notare Confesercenti Modena – che riflettono fin troppo bene la fase di stagnazione della domanda interna. E davanti a questi numeri, è quindi assolutamente da evitare il ventilato aumento delle aliquote IVA - passaggio dal 22 al 25% per l’aliquota ordinaria e dal 10 al 13% per quella agevolata."

COMMERCIO AL MINUTO. Il commercio al minuto di generi alimentari soffre una flessione del -0,2%, visto anche il distacco tra il buon andamento delle vendite natalizie e la parziale inversione di tendenza che si è vista in questi ultimi mesi. Ancora peggio il commercio al minuto extra alimentare -0,8%, per cui i comportamenti di spesa delle famiglie confermano che, a fronte di un quadro di prospettive economiche fortemente incerte, prevale la tendenza a comprimere i consumi che possono essere posticipati.

RISTORAZIONE E PUBBLICI ESERCIZI.  Il settore è l’unico, tra quelli in esame che presenta un saldo tra aperture e chiusure di impresa, positivo. A fronte di questo invece il dato complessivo dei ricavi, vede prevalere il segno meno. Ad evidenziarsi quindi è un fenomeno in cui, il calo medio pro-capite, è dovuto più ad una distribuzione dei consumi su di un numero maggiore di imprese, piuttosto che ad una ulteriore contrazione dei consumi stessi.

COMMERCIO ALL'INGROSSO E INTERMEDIARIO. Dopo diversi trimestri di crescita sostenuta il settore pur mantenendo trend e performance positivi, rallenta al +0,4%. Negativo invece solo l’andamento generale per quelle aziende che si rivolgono alle vendite al dettaglio extralimentare, mentre risultano stabili i fatturati delle imprese che riforniscono il dettaglio alimentare. Ancora in crescita, anche se in maniera meno sostenuta i fatturati delle imprese che si rivolgono al manifatturiero.

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