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Crisi dell'Appennino. Cisl: "Serve unione tra forze politiche, economiche e sociali"

La pandemia ha messo a dura prova anche la nostra montagna. La Cisl chiede un patto comune di tutte le forze politiche, economiche e sociali

I piccoli Comuni dell’Alto Frignano hanno sofferto il mancato avvio della stagione invernale, non solo per i mancati introiti delle attività turistiche, ma anche per le ingenti spese della spalatura della neve, quest’anno particolarmente abbondante.

Nei Comuni più grandi, invece, è aumentato il numero delle famiglie in difficoltà che chiedono buoni spesa, carta acquisti, reddito di cittadinanza e di emergenza.

A tracciare questo quadro è la Cisl Emilia Centrale, impegnata nel confronto sui bilanci comunali dell’Unione del Frignano.

"L’occasione è utile per analizzare la situazione del nostro territorio – afferma Vincenzo Tagliaferri, responsabile Cisl Emilia Centrale nella zona del Frignano - Gli investimenti pubblici, seppur con risorse limitate, si concentrano su scuole, impianti sportivi e viabilità. Noi della Cisl valutiamo positivamente che quasi tutti i Comuni mantengano inalterato il livello dei servizi senza incrementi di tasse e tariffe. Anzi, in alcuni casi ci sono agevolazioni sulla Tari e cali sulle rette del nido, ma sulla diminuzione della pressione fiscale si può fare di più".

La Cisl auspica che nell’Unione del Frignano cresca la consapevolezza che per uscire dalla crisi serve il contributo di tutte le forze politiche, economiche e sociali, chiamate a definire insieme un patto che rilanci il territorio.

"È urgente decidere quale modello di sviluppo vogliamo per il Frignano – sottolinea Tagliaferri - Occorre fare massa critica per imporsi sui livelli istituzionali superiori.

Purtroppo a volte abbiamo la sensazione che i sindaci siano restii a cedere pezzi di “sovranità” all’Unione. Ognuno progetta per conto suo e s’arrangia come può, ma così facendo è più difficile rispondere alle reali necessità del nostro territorio".

Per la Cisl Emilia Centrale l’imminente stagione estiva, che si presenta con non poche incognite, deve essere l’occasione per dare ossigeno all’economia e permettere a tante persone di tornare al lavoro. In particolare bisogna fare promozione turistica, favorire la nascita di nuove attività commerciali, cogliere tutte le opportunità di finanziamento, potenziare le infrastrutture viarie e telematiche.

"Lo ripetiamo da tempo– ricorda Tagliaferri - a chi sceglie di rimanere o venire a vivere in montagna si devono garantire i servizi essenziali, a partire da istruzione e salute, quest’ultima oggi in difficoltà a causa della carenza di personale medico e infermieristico», conclude il responsabile Cisl Emilia Centrale nella zona del Frignano"

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