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Economia Medaglie d'Oro / Via Bellinzona

"Crisi Modena: regge l'export, ma la ripresa è ancora lontama"

L'analisi di Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Modena: "La disoccupazione, soprattutto quella giovanile, sta diventando strutturale anche in provincia di Modena. Bisogna intervenire"

La provincia di Modena si regge sull'export, ma la disoccupazione giovanile sta diventando sempre più una questione strutturale che richiede interventi drastici. Così il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari, che stamattina ha analizzato lo stato dell'arte dell'economia modenese. Ferrari ha delineato, in un primo momento, il contesto in cui si muovono le aziende. "I segnali di ripresa sono lontani - ha detto - e l'instabilità politica di questa fase non ci aiuta. Nel Paese si parla poco di disoccupazione e le imprese, soprattutto quelle piccole e medie, fanno fatica a ripartire. La forbice fra le grandi aziende e quelle di piccole dimensioni si allarga sempre di più. Investire è sempre più difficile, così come accedere al credito. E non parliamo della pressione fiscale".

Un contesto arduo, insomma, in cui anche le imprese modenesi fanno fatica a muoversi. "Nel 2012 la cassa integrazione è aumentata del 46% rispetto al 2011 - precisa Ferrari - i modenesi hanno iniziato a risparmiare anche sul cibo, infatti la produzione nel settore alimentare ha registrato un calo. Il settore metalmeccanico cala, soprattutto a causa del terremoto. Anche nella ceramica si registra una flessione, mentre il tessile dà i migliori risultati: nel 2012 l'incremento della produzione è stato del 21%, quello dell'export del 25 e quello del fatturato del 24. La produzione si è attestata su 1,4 miliardi". C'é, però, l'altra faccia della medaglia: "Nel tessile, il 50% della produzione, infatti - fa notare Ferrari - è dovuto alle prime dieci imprese carpigiane. Un tempo, invece, era fatto dalle prime 100". Il presidente chiude con le proposte dell'associazione degli industriali. "Serve - dice - una terapia d'urto capace di mobilitare ingenti risorse economiche e innalzare rapidamente la velocità di sviluppo. Una terapia che tagli in modo drastico i costi delle imprese e aumenta la produttività, rilanci gli investimenti, acceleri l'internazionalizzazione, con effetti immediati sulla crescita dell'economia".

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