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Martedì, 7 Dicembre 2021
Economia

Crisi delle pere. Coldiretti: "Serve un sostegno urgente alle imprese"

Crisi che ha colpito la produzione frutticola nella provincia di Modena, Mammi:"fondamentale continuare sulla strada della collaborazione con la Regione Emilia Romagna per giungere al più presto a soluzioni concrete che offrano alle imprese agricole il sostegno economico necessario alla prosecuzione dell’attività"

"Di fronte alla crisi che ha colpito la produzione frutticola regionale e, nella provincia di Modena le pere in particolare, è fondamentale continuare sulla strada della collaborazione con la Regione Emilia Romagna per giungere al più presto a soluzioni concrete che offrano alle imprese agricole il sostegno economico necessario alla prosecuzione dell’attività."

E’ quanto afferma Coldiretti Modena nel commentare positivamente la lettera che l’Assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi, ha inviato al Ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli, con la quale si sollecita lo sblocco dei 70 milioni di euro previsti dalla legge di Stabilità per i danni da calamità al comparto e dei 160 milioni di euro nell’ambito del decreto Sostegni.

"Con il settore ortofrutticolo modenese e la pericoltura in particolare - afferma Coldiretti Modena – che attraversa per il terzo anno consecutivo una grave crisi a causa dalle gelate primaverili, dagli attacchi dei parassiti, tra cui la cimice asiatica, e delle malattie fungine come la maculatura bruna, è più che mai urgente adottare le strategie già previste dal documento strategico sull’ortofrutta della Regione Emilia-Romagna, predisposto con le associazioni agricole che prevede investimenti, sgravi fiscali, ricerca, logistica, per dare una prospettiva al rilancio del comparto."

"Ma è necessario anche, come Coldiretti ha più volte richiesto, che vengano resi disponibili per le imprese i 300milioni di euro del Fondo di solidarietà oltre a prevedere la non applicazione della decurtazione del 50% dei contributi per gli agricoltori che hanno adottato i sistemi di difesa attiva per valorizzare lo sforzo delle aziende che si adoperano per difendere le proprie produzioni e che hanno investito per l’installazione di metodi preventivi di difesa quali le reti antigrandine.

Quello che serve oggi è certamente la gestione l’emergenza ma - conclude Coldiretti - è necessario allo stesso tempo creare le condizioni per la sopravvivenza delle imprese continuando sulla strada, già intrapresa, di un concreto rilancio del comparto attraverso interventi strutturali (ricerca, sistemi di difesa attiva e passiva, mercato)."

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