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Crisi e pandemia, micro e piccole imprese a Modena perdono il 26% di fatturato

La ripresa è critica per una realtà su due. I dati nell'indagine Lapam Confartigianato , Luppi: “Resistere fino alla fine della pandemia”

Il crollo del fatturato delle piccole imprese modenesi tra il 2019 e il 2020 è del 26,1%. Il dato, molto pesante e in linea con quello regionale (che si attesta sul -24,9%) emerge da una rilevazione dell’ufficio studi Lapam Confartigianato che, a febbraio 2021, ha svolto 168 interviste a micro-piccole imprese e imprese artigiane di Modena e a circa 800 in regione. L’indagine pone l’accento su tematiche differenti: dinamica passata (2020) e futura (primi nove mesi 2021) del fatturato, previsioni di recupero livelli fatturato pre-Covid, strategie di risposta alla crisi, digitalizzazione e Piano Transizione 4.0.

Nel 2020, come detto, il calo medio complessivo del fatturato per le MPI modenesi, rispetto al 2019, si attesta al -26,1%, a fronte di un -24,9 regionale. Per la prima metà dell’anno in corso le imprese modenesi prevedono invece una riduzione dei ricavi del 13,9%, inferiore in questo caso al -15,6% in Emilia-Romagna.

Le categorie di MPI che segnalano perdite più pesanti (superiori del 30%) di fatturato nel 2020 rispetto al 2019 (e in questo caso il dato, per omogeneità, è quello regionale) sono: trasporto persone, alimentari (rosticcerie/cibi d’asporto, birrifici, pasticcerie, etc…), lavanderie, moda. Sono le stesse imprese che prevedono di iniziare l’anno 2021 registrando variazioni tendenziali del fatturato negative e più ampie rispetto alla riduzione media. Più ampi rispetto alla media i cali di fatturato segnalati dalle imprese di micro-piccola dimensione che esportano (-27,4%) e quelle che sia in modo diretto che in modo indiretto intercettano la domanda turistica (-33,7%).

Tornando all’indagine Lapam su Modena, rispetto alla capacità delle MPI di recuperare i livelli di fatturato pre-Covid, la metà delle imprese indagate (49,7%) esprime incertezza rispetto all’andamento futuro del mercato e dichiara quindi di non essere in grado di prevedere quando avverrà il recupero; incertezza che deteriora le aspettative degli imprenditori sulla base delle quali si parametra la domanda di lavoro e quella per investimenti. La restante quota (50,3%) di imprenditori in media prevede di poter recuperare i livelli di fatturato pre-emergenza sanitaria entro la prima metà del 2022.

Sempre circa la metà delle imprese modenesi, il 48,3%, risentono in modo particolare delle conseguenze della pandemia, tanto da temere seriamente di riuscire a superare la prima metà dell’anno in corso.

“Si tratta – spiega il presidente Lapam, Gilberto Luppi - di imprese vitali, che nonostante tutto sono riuscite a sopravvivere allo shock conseguente alla diffusione del virus fino ad ora, ma che adesso, trascorso quasi un anno, devono fare i conti con un mercato ancora non favorevole al loro business. Va però tenuto conto che queste MPI, che oggi si trovano davanti un mercato che risente ancora delle limitazioni per il contenimento della pandemia, avrebbero quasi certamente ancora spazio nel mercato post pandemia”.

Rispetto al prossimo futuro l’indagine Lapam evidenzia come l’85,3% delle imprese modenesi che hanno partecipato al sondaggio intende affrontare i prossimi mesi introducendo almeno un cambiamento, in particolare: ampliare il numero di committenti (66,5%), produrre nuovi beni e offrire nuovi servizi non connessi all’emergenza (41,2%), attivare nuovi canali di vendita (44,6%), entrare in nuovi mercati (38,9%), diversificare la produzione (38,5%), attivare nuove relazioni d’imprese (reti d’impresa, ATI, etc…) (24,3%), produrre nuovi beni e offrire nuovi servizi connessi all’emergenza (24,3%) e accelerare la transizione digitale (17,3%).

Infine il tema della transizione e della digitalizzazione. La quota di micro e piccole imprese modenesi che esprime l'intenzione di voler usufruire delle misure e risorse messe in campo dal Piano Transizione 4.0 si attesta al 13,9%, mentre sempre l’indagine Lapam evidenzia come il 7,4% delle imprese modenesi indagate abbia aumentato il proprio tasso di digitalizzazione, introducendo almeno uno strumento digitale. A Modena il dato era già alto, ma è ulteriormente aumentato superando abbondantemente il 70%, così come in regione dove il tasso ha raggiunto il 72,4% nel corso del 2020.

In particolare aumenta l’uso di piattaforme di conference call, diffusosi tra il 24,3% delle micro e piccole imprese modenesi, di piattaforme di formazione online, ad oggi usate dal 23,8% delle imprese, e si diffonde ulteriormente l’uso di social network tra il 49,4% delle imprese. Lo smart working è diventato una realtà per il 14,1% delle imprese, mentre il sito web, già largamente diffuso, è oggi usato dal 56,1% delle imprese. Crescono raggiungendo quota 12,7% le micro e piccole imprese modenesi che oggi utilizzano l’e-commerce, mentre il 10,4% usa altri canali alternativi di vendita (es. consegne a domicilio).

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