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Economia

“I saldi non esistono più”. Commercianti modenesi in apnea

Cavalieri (Licom): “I saldi ormai non esistono più. Avvio fiacco e le abitudini cambiano”. La tradizionale corsa ai saldi estivi (o invernali) si esaurisce in fretta, complice la crisi e un diverso modo di interpretare sconti e acquisti

“Anche quest’anno, come capita ormai da qualche tempo, i saldi sono partiti in sordina, per non dire con il freno a mano tirato. E’ l’ennesima dimostrazione che, di fatto, i saldi come li conoscevamo non ci sono più e che le abitudini del commercio e dei consumatori sono cambiate. Tanto che, ormai, possiamo dire che i saldi non esistono più”. Rita Cavalieri, presidente Licom (i commercianti aderenti a Lapam) è provocatoria. Ma spiega i motivi delle sue affermazioni: “E’ ormai consuetudine consolidata che ci siano offerte promozionali molto prima dei saldi: non esistendo più regole ben precise, da un mese prima delle svendite partono queste offerte che svuotano il significato dei saldi. Un ulteriore elemento delle difficoltà dei saldi è dato, oltre che dalla crisi che perdura, dalla molteplice offerta di iniziative ed eventi promozionali, vedi le varie 'Notti Bianche'”.

Di fronte a questa situazione Licom ha fatto un sondaggio a campione in alcune tipologie di negozi (abbigliamento, pelletteria/calzature, articoli complementari come profumerie e casalinghi). In considerazione di questo mercato così difficile e senza regole, molti imprenditori hanno deciso, contrariamente a quello che va per la maggiore, una linea di sconto non superiore al 30% facendo dei saldi 'reali', con rapporto qualità-prezzo molto interessante che diventa indice di serietà nei confronti di clientela.

“Chi mette in saldo la merce appena arrivata non può fare diversamente – sottolinea Cavalieri - altrimenti il negozio rischia di chiudere. Percentuali superiori vengono immesse sul mercato solo dopo il primo mese di saldo. E’ chiaro che stiamo parlando di una fascia di negozi medio/alta, gestiti da imprenditori attenti al mercato e soprattutto al rapporto col cliente”.

Le tendenze dei consumatori sono infatti duplici: da una parte si pone chi considera solo la percentuale di sconto, dall’altra chi ha un rapporto fiduciario con il commerciante e coglie le differenze qualitative, ad esempio tra la merce destinata agli outlet e quella per i negozi al dettaglio. Una politica, questa, che fanno molti noti brand.

“La fidelizzazione del cliente – sottolinea Cavalieri - passa attraverso proposte convenienti e costanti durante tutto l'anno, facendo politiche personalizzate, utilizzando nuove tecniche, come mailing e social network”. Infine una novità dell’estate 2015: diversi negozi stanno già vendendo le nuove collezioni autunno/inverno. Questo avviene naturalmente per una clientela medio/alta, che insieme alla merce in saldo preferisce acquistare fin da ora le novità.

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