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Economia Sestola

Appennino dimenticato, calano del 20% i turisti invernali

Stagione invernale disastrosa ai piedi del Monte Cimone. Crisi, scarsità di neve e meteo avverso fanno crollare arrivi e presenze. In calo gruppi e settimane bianche; flette la ristorazione. Confesercenti: "Il prodotto turistico invernale è da ripensare"

Che la stagione invernale appena conclusa sia stata alquanto bizzarra sotto il profilo meteorologico è evidente a tutti, ma soprattutto è amaramente palese per albergatori, ristoratori e commercianti del nostro Appennino. “Male” è purtroppo l’unico termine in grado di definire l’andamento turistico invernale sulle montagne modenesi. La speranza riaccesa seppur flebile, dalle nevicate di questi giorni – si scierà fino a pasqua – difficilmente mitigherà una delle peggiori stagioni degli ultimi anni in cui, fin dall’avvio, è stato il segno meno a prevalere. 

Il calo delle presenze stimabile ad aggi si aggira intorno al -20%. Dato in linea con i numeri relativi agli appassionati sulle piste, recentemente rilevato dal Consorzio degli Impianti di risalita e con quello della ristorazione dove la flessione rasenta le medesime cifre. “La crisi economica, in costante peggioramento, continua a condizionare fortemente l’afflusso turistico in Appennino – spiega Confesercenti Modena – Qualche segnale positivo arriva dai soggiorni brevi individuali: solo infrasettimanali però e con offerte estremamente economiche. Continua il declino invece per la settimana bianca e per i gruppi sportivi organizzati per i quali fino a qualche anno fa la montagna modenese era destinazione privilegiata”.

Temperature elevate e scarso innevamento nel periodo compreso tra Natale e l’Epifania hanno limitato notevolmente l’afflusso turistico: col numero delle presenze in ulteriore calo rispetto a quelle della scorsa stagione, oltretutto già negativo. Condizioni che si sono poi perpetuate a gennaio e in parte febbraio incrementando la contrazione di arrivi e vacanzieri nelle strutture ricettive. Leggermente meglio marzo, per ora, ma sempre con un andamento negativo rispetto al 2013. Le avverse condizioni climatiche poi caratterizzanti quasi tutti i fine settimana, hanno contribuito inoltre al calo dei pacchetti week-end e week end lunghi, formule preferite nelle passate stagioni. Qualche speranza viene riposta nelle prossime festività Pasquali: anche se per ragioni di calendario, difficilmente questo periodo risolleverà le sorti della stagione.

“Se a bilanci definitivamente chiusi saranno confermati questi dati, deciso calo delle vendite di skipass, delle presenze nelle strutture turistiche e  dei consumi nei ristoranti, dovremo aprire una profonda riflessione sulle politiche di promo commercializzazione del nostro Appennino – dichiara Confesercenti - Continuare a puntare su un mercato di prossimità composto da provincia di Modena e limitrofe, su cui vendere solo ed esclusivamente il prodotto neve, significa restare inesorabilmente appesi alle condizioni meteo. Col rischio tangibile che, il ripetersi di un’altra stagione analoga a questa, potrebbe significare la chiusura definitiva di molte strutture. 

“Al fine dunque di non solo scongiurare, quanto prevenire il pericolo del crollo del sistema turistico del nostro Appennino, occorre capire su quali mercati potrebbe essere indirizzata l’offerta e cosa soprattutto proporre ad essi. Nei termini oggi imprescindibili di un prodotto oltre che competitivo, più strutturato e articolato. Per questo risulta fondamentale modificare le strategie di promo-commercializzazione. Operazione che porta ad un profondo ripensamento del ruolo del Consorzio Valli del Cimone che deve essere strategicamente riposizionato in funzione delle nuove esigenze degli operatori turistici. Confidiamo che il percorso di trasformazione avviato porti quindi il Consorzio ad essere all’altezza del compito”, conclude Confesercenti.

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