Domenica, 26 Settembre 2021
Economia

Lavoro, ammortizzatori e smart working in netto calo dopo il boom del 2020

Indagine Lapam sull’occupazione nel primo semestre 2021. Rossi: “Ma le piccole imprese soffrono più delle medio/grandi”

 L’Ufficio Studi Lapam Confartigianato ha realizzato una importante ricerca sull’occupazione nel primo semestre 2021, utilizzando un campione di 3.282 imprese a cui ha fornito il servizio paghe in modo continuativo dal 2019. Durante questo periodo sono stati elaborati in media 28.674 cedolini al mese per le imprese del campione. “Da questi numeri – sottolinea Carlo Alberto Rossi, Segretario Generale Lapam Confartigianato – si coglie da una parte come lo smart working stia gradualmente calando, come era del resto inevitabile, pur restando un’opzione per le imprese di servizi, mentre il dato più preoccupante riguarda le ore lavorate nelle piccole imprese che scontano ancora un gap importante rispetto al 2019”.

Una prima parte della ricerca è stata rilasciata qualche giorno fa, ecco un approfondimento su ammortizzatori sociali, smart working e sulla dinamica delle ore lavorate rispetto alla dimensione aziendale. Tra i dati più interessanti desunti dalla ricerca dell’Ufficio Studi Lapam ci sono quelli riguardo l’utilizzo di ammortizzatori sociali, banca ore e smart working. Il ricorso agli ammortizzatori sociali, che durante il primo semestre 2020 hanno rappresentato il 23,2% delle ore lavorate, si è dimezzato nello stesso periodo del 2021 mentre è incrementato il tempo complessivo lavorato, arrivando così a incidere per un più limitato 6,5% (ancora non confrontabile con lo stesso periodo 2019, dove incidevano per lo 0,1% nel campione). Le ore di ferie e permessi, che nel I semestre 2019 incidevano per l’8,2% sulle ore lavorate, sono state ampiamente utilizzate durante la prima parte del 2020 (+10,2% del numero di ore) incidendo così per l’11,1% delle ore lavorate nel periodo, mentre nel primo semestre 2021 sono calate del 27,4% andando a incidere per il 6,8% del monte ore lavorate. Le ore previste dalla legge 104 sono aumentate del 17,2% nel 2020 e lievemente calate del 2,7% nel 2021, rimanendo tuttavia complessivamente superiori del 14,1% rispetto al primo semestre 2019. Le ore di maternità e congedi sono cresciute del 12,9% durante il primo semestre 2020 e di un ulteriore 1% nel 2021.

Lo Smart working, utilizzato per il 2,5% delle ore lavorate nel primo semestre 2020, è calato del 26,2% nello stesso periodo del 2021 andando a coprire l’1,5% delle ore lavorate.

Venendo alla dinamica delle ore lavorate per dimensione d’impresa, è interessante verificare come durante il primo semestre 2021 nelle micro imprese con meno di 5 addetti (il 56,7% delle imprese del campione) le ore lavorate siano cresciute del 15,7% nell’ultimo anno, pur restando inferiori del 18,9% rispetto a quelle dei primi sei mesi del 2019. Le ore lavorate nelle micro imprese con 5-9 lavoratori (22,3% delle imprese del campione) crescono del 17,2% nel primo semestre 2021 rispetto allo stesso periodo 2020, rimanendo tuttavia inferiori del 9,5% rispetto ai primi sei mesi del 2019. Le piccole imprese con 10-19 addetti (12,6% delle imprese del campione) vedono una crescita delle ore lavorate del +19,8% tra gennaio e giugno 2021 rispetto al 2020, ma restano a -5,7% rispetto alle ore lavorate nei primi sei mesi del 2019. Le medie e grandi imprese con 50 addetti o più (il 2% del campione, che impiega il 21,6% degli occupati), ha accresciuto dell’1,6% le ore lavorate rispetto al primo semestre 2019, mostrando un completo recupero dei livelli occupazionali pre Covid-19, principalmente grazie alle medie imprese fino a 249 dipendenti.

Rossi commenta: “I dati delle piccole imprese scontano soprattutto le chiusure obbligate delle imprese commerciali e di turismo e ristorazione che hanno sofferto di più e che, ora, non devono più vivere con il timore di essere nuovamente fermati. Vaccinazioni e Green pass devono garantire la ripresa, altrimenti queste imprese non potranno reggere ad altri stop”.

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