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Martedì, 27 Febbraio 2024
Economia

Legacoop Estense vede crescere valore di produzione e occupazione, ma il 2023 preoccupa

Risultati economici e occupazionali positivi nel 2021, stabili il numero di soci e il tasso di prevalenza mutualistica. Tra le priorità dell'associazione ci sono tavolo istituzionale tra distribuzione, agroindustria e governo per la gestione dell’aumento costi materie prime; salvaguardia del potere d’acquisto di lavoratori e imprese; contrasto al massimo ribasso e adeguamento delle basi d’asta degli appalti.

“Anche quest’anno abbiamo voluto rendicontare i risultati raggiunti dalle cooperative associate tenendo in connessione gli storici valori cooperativi con gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda Onu 2030, grazie a un Report di sostenibilità che evidenzia i risultati economici, ambientali e sociali dell’attività cooperativa nelle province di Modena e Ferrara nel corso del 2021. Pur tra tante difficoltà, perché la ripartenza post Covid non è stata uguale per tutte, le cooperative hanno dimostrato ancora una volta capacità di tenuta, salvaguardando l’occupazione, investendo sui territori, consolidando i propri patrimoni e mantenendo i propri impegni nei confronti delle comunità e dell’ambiente". Così il Presidente di Legacoop Estense Andrea Benini, illustrando stamane i risultati e le prospettive del mondo associato.

Ma se le previsioni di chiusura del 2022 mostrano una relativa stabilità su base annua, sono pessimistiche le prospettive per il 2023: lo scenario internazionale e la crisi energetica in corso richiedono misure incisive a livello nazionale, che salvaguardino il tessuto imprenditoriale, le filiere e il potere di acquisto delle famiglie. "Le cooperative continuano ad essere un perno importante per la tenuta economica e sociale di questo territorio”.sato, una previsione di chiusura del 2022 e guardare al futuro.

I risultati economici

Con 482mila soci e socie, i territori di Modena e Ferrara confermano il forte radicamento cooperativo: un abitante su due è socio di una cooperativa. La prevalenza mutualistica – che misura la partecipazione attiva dei soci all’attività di impresa – si attesta al 77%. In crescita il numero di persone occupate, che nel 2021 raggiunge quota 33.357 (+ 4% sul 2020), con l’85% di contratti a tempo indeterminato, l’occupazione femminile al 54% e il 30% di occupati under 40.

Nel 2021 il valore complessivo della produzione realizzato dalle cooperative estensi – attualmente 202, pari a 3.022 fra sedi locali e imprese consorziate - ha raggiunto i 7,3 miliardi di euro, segnando un aumento del + 12% sul 2020. Permangono tuttavia importanti differenze a seconda dei settori, con quelli più colpiti durante la pandemia – come ristorazione ed eventi - che registrano una ripresa ma ancora faticano a trovare pieno slancio.

Intergenerazionalità, patrimonializzazione e longevità sono parole chiave che caratterizzano le scelte delle cooperative: le assemblee dei soci hanno deciso di destinare a riserva l’83% dell’utile prodotto, distribuendosene il 14% (il restante 3% va per legge al fondo per lo sviluppo cooperativo); una scelta che va nella direzione di rendere le cooperative solide, in grado di gestire momenti di difficoltà come quelli che stiamo affrontando nel contesto globale, capaci di sostenere investimenti per il futuro. Sia il patrimonio netto sia il capitale sociale hanno registrato una progressiva crescita tra il 2019 e il 2021. La vita media delle cooperative associate è 36 anni, a fronte di una longevità media delle imprese italiane di 12 anni; si contano diverse cooperative che proprio nel corso del 2022 hanno compiuto 50 anni, come Politecnica, CFP, Brodolini, Gruppo CCM.

Guardando al presente e alle prospettive per i prossimi mesi, il Rapporto congiunturale di Legacoop di settembre 2022 rileva come, nel secondo semestre dell’anno, i settori dei servizi e delle imprese culturali siano in ripresa, a fronte di tensioni inflazionistiche nelle cooperative della distribuzione commerciale e dell’agroalimentare. Su questo scenario gravano diverse criticità che si sono acuite negli ultimi mesi: l’andamento dei costi energetici, l’incremento dei tassi di interesse, l’aumento dei costi delle materie prime, la difficoltà di reperimento di personale. Sulle prospettive di chiusura del 2022, il 47% delle associate prevede un fatturato in aumento a fronte di un 42% stabile; l’occupazione rimarrà stabile per il 69% e aumenterà per il 24% delle cooperative.

Ambiente e sostenibilità

Il 48% delle cooperative associate rendiconta i propri impatti sociali e ambientali, anche quando questo non risponde a un obbligo di legge: un segnale positivo dell’attenzione prestata verso i temi della sostenibilità, che non deriva solo da esigenze legate al risparmio nei costi di gestione o alla competitività ma, per il 78% del campione, è espressione di una sensibilità etica e di una preoccupazione per gli impatti dei cambiamenti climatici.

Il 57% delle cooperative si è dotato di impianti di produzione di energia rinnovabile, consentendo di ridurre le emissioni di CO2 di ben 7,3 milioni di tonnellate, pari alla capacità di assorbimento di 10.412 alberi. Nel triennio 2022-2024, il 58% di cooperative prevede di dotarsi di impianti di produzione di energia rinnovabile, il 68% di riqualificare il patrimonio immobiliare di proprietà dal punto di vista energetico e il 59% di sostituire, in tutto o in parte, la flotta aziendale privilegiando mezzi green.

L’impegno nei confronti della comunità, che corrisponde al settimo principio di identità cooperativa, trova declinazione anche in oltre 360 iniziative messe in campo nel corso del 2022 dalle cooperative estensi, per promuovere il raggiungimento dei 17 goals perseguiti dall’Agenda 2030, tra cui salute e benessere, cultura e formazione, riduzione delle disuguaglianze, sostegno all’innovazione. Senza dimenticare l’obiettivo fame zero, perseguito attraverso le donazioni di tonnellate di generi alimentari ai più bisognosi (Coop Alleanza col progetto Buon Fine, Conad Nordovest con Last Minute Market, e ancora Cirfood, Gruppo Bonterre ecc.).

Inoltre, il 57% delle cooperative ha attivato collaborazioni con scuole e università per stage, tirocini e attività formative rivolte ai giovani, oltre a garantire supporto tecnico o finanziario a progetti culturali, ricreativi e di inclusione sociale; il 40% ha dato sostegno a progetti di qualificazione ambientale.

Significativo l’indotto delle cooperative sull’economia regionale: ben il 60% dei fornitori ha sede legale in Emilia-Romagna, in aumento del 10% sul dato del 2020.

L'analisi e le richieste del presidente Benini

“Sono diversi i fronti prioritari su cui crediamo sia necessario agire – ha detto il presidente Benini –per salvaguardare le imprese e affrontare questa fase complessa. Sul fronte energia, la cooperazione si è fin da subito spesa con importanti iniziative, quali lo Sportello Energia e le piattaforme Respira e Appia, che però non possono da sole risolvere un problema che va affrontato in modo incisivo a livello internazionale e dal Governo, a tutela tanto delle imprese quanto delle famiglie. È allo stesso modo urgente un tavolo istituzionale tra Distribuzione, Agroindustria e Governo per la gestione dell’aumento dei costi delle materie prime, con il fine anche di tutelare le famiglie meno abbienti, su cui l’inflazione pesa maggiormente. Imprescindibile il sostegno al reddito di lavoratori e imprese con misure strutturali quali la riduzione del cuneo fiscale e la detassazione dei ristorni. È importante una razionalizzazione dei bonus nel settore edilizia, che hanno prodotto effetti distorsivi che vanno corretti, e il sostegno di forme di partenariato pubblico-privato per la rigenerazione urbana e la cultura".

"Continuiamo a batterci per un corretto adeguamento delle basi d’asta degli appalti, per il contrasto al massimo ribasso mascherato e per una revisione del codice degli appalti in una logica di tutela della concorrenza e di semplificazione amministrativa. Per garantire risposta ai nuovi bisogni di welfare, emersi anche con la pandemia, proponiamo un ampliamento e allargamento della collaborazione tra sistema pubblico e cooperazione sociale. Infine, pensiamo che al problema della mancanza di manodopera qualificata sia necessario rispondere da un lato potenziando la collaborazione tra il sistema della formazione e le imprese per lo sviluppo di figure professionali specifiche e il re-skill di quelle esistenti, dall’altro rafforzando i percorsi di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e l’azione dei centri per l’impiego”, ha concluso il presidente.

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