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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Economia

Crisi superata? La cassa integrazione parla di 14mila lavoratori modenesi mai tornati in fabbrica

La Cgil analizza i numeri della cassa integrazione e mette in evienza elementi critici. "Sal 1 gennaio serve un ammortizatore universale"

La crisi produttiva legata alla pandemia, a Modena e provincia, cala rispetto a un anno fa ma non è ancora superata. Lo mostrano le ore di ammortizzatori sociali autorizzate dall'Inps nel periodo gennaio-ottobre 2021: su oltre 125 milioni di ore registrate in Emilia-Romagna, nel modenese se ne contano oltre 23 tra Cigo, Cigs e cassa in deroga, cui vanno aggiunte tutte le ore di ammortizzatori sociali messe a disposizione dai fondi contrattuali (Tis, Fsba e altri).

Sono i dati analizzati dalla Cgil di Modena, che quindi riassume: se rispetto a ottobre 2020 di scende di 53 milioni di ore, emerge comunque una situazione "ancora distante dall'utilizzo fisiologico degli ammortizzatori della fase pre-Covid", attorno a quota quattro milioni di ore nel 2019. In sostanza, traduce la Camera del Lavoro, un utilizzo di oltre 23 milioni di ore in 10 mesi è pari a 14.000 lavoratori locali mai rientrati in produzione in tutto il 2021. Più in particolare, si assiste ad "un calo molto accentuato" dell'utilizzo degli ammortizzatori nei settori industriali (si passa da 43.754.000 ore nel 2020 a 16.600.000 ore nel 2021) dove si fa ricorso alla Cigo, mentre nei settori dove c'è la cassa integrazione in deroga, come quelli del commercio e del terziario, si registra "un calo molto limitato" (da 7.600.000 ore nel 2020 a 5.600.000 nel 2021).

"Oggi la crisi colpisce soprattutto quei settori che, terminati gli ammortizzatori sociali Covid, non hanno a disposizione nessun ammortizzatore standard, tra Cigo e Cigs e Fis, rischiando un forte impatto occupazionale con la perdita di molti posti di lavoro", commenta Cesare Pizzolla, della segreteria territoriale Cgil.

"È indispensabile- continua l'ex segretario Fiom- arrivare velocemente ad una riforma che metta in campo ammortizzatori sociali universali in grado di coprire tutti i settori merceologici, dando garanzia e sicurezza a tutti quei lavoratori che a fine anno, con la scadenza della Cig per Covid, non avranno più nessuna tutela per fronteggiare la crisi aziendale certo non imputabile né alla loro volontà, né tantomeno alla loro responsabilità". Se nella Legge di bilancio è previsto un primo intervento per coprire anche a quei lavoratori che dall'1 gennaio sarebbero altrimenti scoperti, si tratta di una misura "ancora insufficiente, e l'auspicio è che la discussione del provvedimento in aula possa portare quegli elementi migliorativi che la Cgil da tempo sta chiedendo al Governo", conclude Pizzolla.

(DIRE)

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