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Lunedì, 17 Giugno 2024
Economia

Consumi natalizi con il segno più in provincia, Modena in chiaroscuro

Nel capoluogo, il trend oscilla tra lo stabile e una lieve flessione specie per il settore extralimentare. Soffrono le attività situate in zone ormai desertificate dal punto di vista commerciale. Prodotti alimentari di qualità i più venduti, bene pranzi e cene al ristorante

Vendite natalizie: alla fine è il segno più a prevalere tra le attività modenesi di commercio e ristorazione. L’andamento degli affari certifica un ritorno all’acquisto, solo però per quello che riguarda la provincia con incrementi che variano dal 2% al 15% rispetto allo scorso anno. A Modena invece, il trend è risultato stabile, segnando una flessione negativa, in taluni casi anche del 20% in quelle zone ormai con pochissima presenza di esercizi commerciali (via Medaglie d’oro). Ad essere privilegiata è stata la ricerca del prodotto di qualità elevata, generi alimentari della tradizione su tutti. Bene libri, pranzi e cene aziendali. In ripresa l’elettronica di consumo, la bigiotteria e i giocattoli di ultima generazione. Tra poche luci e molte ombre l’abbigliamento: tiene come regalo solo quello griffato. Questo ciò che emerge dal monitoraggio effettuato dall’Osservatorio di Confesercenti Modena su circa 150 imprese, tra attività del commercio e pubblici esercizi dei principali centri del territorio. “L’incremento c’è stato, ma il bicchiere è pieno solo a metà, dato che ha interessato solo un parte del territorio – fa sapere Confesercenti – Modena ha visto lievemente calare a ridosso dei giorni di festa il volume degli affari. E ad esserne maggiormente colpite le attività fuori dal centro cittadino. Il peso delle vendite online ad opera di grandi piattaforme, cresce, ma cresce anche la concorrenza di troppe medio-grandi strutture di vendita concentrate in pochi km quadrati.”   

L’incremento del volume degli affari è stato dichiarato dal 46% degli operatori, mentre per il 32% l’andamento è stabile. Segnalano una flessione, invece il rimanente 21%. Carpi e Vignola sono risultati i centri della provincia con l’aumento maggiore delle vendite. Non è stato così per Modena dove il trend positivo ha caratterizzato la media distribuzione e i prodotti alimentari della tradizione, mentre gli altri esercizi, dopo un avvio in linea con lo scorso anno hanno visto flettere un po’ gli affari. Su tutti i settori, ad eccezione al momento per quello dei generi alimentari incidono, con un peso sempre maggiore le vendite online.  

Abbigliamento e calzature. A prevalere è stata la stabilità. Maglioni, felpe, piumini e giacche – dato il freddo – come pure gli accessori (guanti, sciarpe, calze e cinture). Bene l’intimo di stagione e i pigiami. In lieve crescita, rispetto allo scorso anno, la vendita di capi di qualità medio alta e dai costi più sostenuti. Decisamente in calo i capi spalla sui cui ha già inciso il “Black Friday” e le vendite online, per i quali si attendono i saldi di fine stagione In diminuzione l’acquisto di calzature risulta. È il settore in cui emerge maggiormente il divario tra città e provincia: mentre nei centri di quest’ultima è risultata dopo anni in aumento la spesa media e quindi il numero degli acquisti, a Modena la flessione degli affari è stata anche del 20%. Tra le cause una minore presenza dei clienti dovuta a problemi di viabilità, parcheggio, e la conseguente scelta di optare per centri commerciali o forme di acquisto online.   

Profumeria. Vendite nel segno della stabilità pur con qualche difficoltà. Tra le richieste maggiori: profumi di nicchia, fragranze innovative, confezioni regalo creme cura corpo e per i capelli. Meno vendite per i profumi di marca e costosi e prodotti più commerciali, causa la maggiore concorrenza. Anche in questo settore, a detta degli intervistati incide sempre di più la vendita di prodotti su piattaforme online per i costi inferiori. “Prima s’informano sul costo e le sue caratteristiche – ha detto più d’uno degli intervistati – e poi lo acquistano altrove.”

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