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Domenica, 5 Dicembre 2021
Economia

La crisi nelle aziende dell' appennino: l'occupazione scende del 16,3% nel 2011

Le aziende dell'appennino modenese stanno invecchiando. A testimoniarlo i dati sull'occupazione elaborati dal CNA: nel 2011 il calo è stato del 16,3%

Un calo occupazionale del 16,3% dal 1 gennaio 2011. Le aziende dell'Appennino modenese non possono dirsi certo giovani. Senza arrivare ai dati allarmanti del Mezzogiorno, dove due giovani su tre sono senza lavoro, i dati raccolti da CNA, che ha monitorato l’età degli occupati nelle aziende associate dell’Appennino, testimoniano un progressivo invecchiamento della forza lavoro e scarse assunzioni di giovani.

I DATI - Il monitoraggio CNA ha riguardato l’andamento occupazionale di 244 imprese con meno di venti dipendenti tra il 30 giugno 2009 e lo stesso giorno del 2011, evidenziando che, mentre nel 2010 é comunque stato registrato un aumento dell’occupazione dello 0,6%, nel 2011 il calo degli occupati rispetto all’anno precedente è stato del 16,3%, il peggiore tra le diverse zone del modenese. Un calo pagato soprattutto dagli under 30, che erano il 38,7% degli occupati nel 2009, il 37,2% nel 2010 e il 32,6% al 30 giugno del 2011 (un dato comunque significativamente maggiore di quello medio provinciale, che alla stessa data si ferma al 23,3%). La popolazione invecchia con gli over 51 che passano dal 12,7% del 30 giugno 2009 al 16,1% registrato poco più di un mese fa. Contemporaneamente aumentano anche i contratti a tempo determinato, che passano dal 13,4% al 30 giugno del 2009 al 12,5% della stasa data del 2010, fino a salire al 16,9% nel 2011. In progressiva diminuzione, invece, i contratti di apprendistato, che dal 24,2% del 2009 e del 2010 precipitano all’11,1%, confermando la tendenza all’invecchiamento dei dipendenti delle piccole imprese, trattandosi di una forma di inquadramento contrattuale tipicamente giovanile.

L'ANALISI - "Due sono le cause di questo invecchiamento – osserva Andrea Lenzini, direttore della CNA di Fiumalbo e Pievepelago, che domani, venerdì 12 agosto, parteciperà al convegno in materia in programma domani alle 18 a Pievepelago presso il Polo Sportivo – innanzitutto la crisi economica e l’incertezza sul futuro, che spinge gli imprenditori a non sostituire, nemmeno a tempo determinato, i lavoratori in ferie o i pensionamenti. In secondo luogo il progressivo innalzamento proprio dell’età pensionabile, che se da un lato consente di tagliare la spesa pubblica in campo previdenziale, dall’altro è un ostacolo alla rotazione in ambito lavorativo.

LE PROPOSTE - "In primo luogo occorrono interventi anticiclici a sostegno dell’economia. Sul nostro territorio un’attenzione particolare la merita l’edilizia e in questa direzione la riduzione della burocrazia e la modificazione del patto di stabilità che oggi vincola gli investimenti anche dei comuni virtuosi possono rappresentare strumenti molto utili. Poi occorre sostenere e facilitare la costituzione di nuove imprese giovanili, in quanto la cosiddetta auto imprenditorialità può svolgere un ruolo importante nell’occupazione giovanile. Infine, auspichiamo in tempi brevi la conversione in legge del Testo Unico sull’apprendistato, già approvato dal Consiglio dei Ministri, che rappresenta un importante passo avanti per restituire a questo strumento di ingresso al lavoro dei giovani il grande valore che merita".


"Il nuovo Testo Unico – aggiunge Lenzini – consente di superare il conflitto di attribuzione che opponeva norme nazionali a disposizioni regionali. Un secondo punto di valore delle nuove norme è rappresentato dal riconoscimento incondizionato della formazione on the job. Per la nostra Associazione significa, infatti, mettere a valore in maniera equivalente la formazione in azienda rispetto ai moduli consueti della formazione in aula e attraverso i libri. In questo modo le imprese potranno operare all’interno di un quadro di certezze per quanto riguarda regole, oneri e costi e in questo modo incentivare le assunzioni con questo strumento".

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