Reddito di Cittadinanza, a Modena bocciata la metà delle domande

Nella nostra provincia sono 11.362 le persone che beneficiano del sussidio. Dal Ministero arriva l'allarme: "Circa il 70% delle assegnazioni è irregolare"

Dai primi risultati sui controlli effettuati su scala nazionale dalla Guardia di finanza emergerebbe che ben il 70% di chi ha ricevuto il sussidio del Reddito di Cittadinanza in realtà non ne aveva diritto. Un dato non ancora ufficiale comunque allarmante, che è stato fornito dal viceministro dell'economia, Massimo Garavaglia, al quotidiano economico ItaliaOggi.  Secondo l’Inps le domande per il Reddito di cittadinanza presentate a luglio 2019 sono state 1.401.225,  di cui 895.220 accolte e di queste la metà 456mila soltanto in Campania e Sicilia.

In Emilia Romagna, il totale dei beneficiari del Reddito di cittadinanza ammonta a 67.994 persone, per un importo medio mensile di 430,75 euro.  Al primo posto Bologna ovviamente con 15.236 persone, seguita da Modena (11.362 persone), Reggio Emilia (8.288 persone), Parma (7.847 persone), Ravenna (6.026 persone), Ferrara (5.575 persone), Rimini (5.311 persone) ,  Forlì-Cesena (4.765 persone) e all’ultimo posto  Piacenza (3.584  persone).

“Senza creare allarmismi, chiediamo che si svolgano gli accertamenti di regolarità degli aventi diritto anche su singola scala regionale, e dunque auspichiamo controlli mirati  anche in Emilia-Romagna. La percentuale del  70%  di chi ne gode senza averne titolo a livello nazionale  è davvero troppo elevata”: afferma in una nota Tullia Bevilacqua, segretario generale regionale Emilia-Romagna del sindacato confederale Ugl.

“Visto che,  al momento ,  soltanto  la nostra regione , assieme a Veneto e Toscana, può dirsi pronta a partire con la seconda fase operativa del Reddito di cittadinanza, e garantire agli aventi diritto la stipula dei 'patti per il lavoro', con  i Centri per l'impiego che attraverso i   navigator  inizieranno a contattare i beneficiari del Reddito di cittadinanza, è necessario accertare  che tutto sia in regola. Sarebbe davvero una beffa ed uno spreco di risorse pubbliche per una regione virtuosa come la nostra favorire percorsi di ricerca lavoro ed erogazione sussidi e chi non ne ha diritto”: aggiunge sempre Tullia Bevilacqua.

C’è da dire, comunque, che in Emilia-Romagna le ‘maglie’ per l’erogazione del sussidio sembrano più strette che altrove. Basti pensare che  se nella maggior parte delle province italiane , soprattutto al Sud, in particolare in Sicilia, più di una domanda su due tra quelle presentate è stata accolta, in altre aree del Paese , specie al Nord,  la maggior parte delle domanda è stata invece bocciata o è ancora da esaminare. Record proprio in Emilia-Romagna: a Modena su 9.820 domande ne sono state accolte solo 4.709 accolte (il 48%) o Reggio Emilia dove su 7.193 domande presentate ne sono state accolte poco più della metà: 4.709.

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“Il criterio del rispetto della legge e nel rigore delle selezioni per l’erogazione del RdC è necessario,  soprattutto in questa fase delicata dove anche in Emilia-Romagna si parla di assumere operatori con diversi profili professionali nel mercato del lavoro e con noi sindacati, Ugl in primis, che da anni sosteniamo la necessità di ampliare la dotazione organica del sistema dei servizi pubblici con l’assunzione di nuovi  dipendenti a tempo indeterminato  per rafforzare la rete che sostiene chi cerca o ha perso il posto di lavoro”, conclude il segretario generale regionale Emilia-Romagna del sindacato confederale Ugl, Tullia Bevilacqua.
 

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