Economia

Imprese modenesi in ripresa, ma bisogna ancora recuperare il saldo negativo della pandemia

Tanti indicatori con il segno più: dal 2015 non si verificava un saldo positivo simile sulla natimortalità; favorite le industrie necessarie al contenimento della pandemia, ma riprendono anche le attività ricreative

Infocamere ha diramato i risultati relativi alla demografia imprenditoriale del secondo trimestre del 2021. L’elaborazione del Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena mostra una rinnovata fiducia degli imprenditori modenesi, che riprendono le attività. Al 30 giugno 2021 risultano infatti 72.438 imprese registrate, in aumento dello 0,6% rispetto al 31 marzo, pari a 439 imprese in più.

Molto buono l’andamento della natimortalità del trimestre, con 1.094 imprese iscritte, in aumento dell’82,0% rispetto al secondo trimestre del 2020 in piena pandemia, e 588 imprese cessate non d’ufficio, con un incremento tendenziale del 41,0%.

Si genera così un saldo positivo di 506 imprese, come non avveniva dal secondo trimestre del 2015 ed un relativo tasso di sviluppo pari allo 0,70%, superiore a quello regionale (+0,62%), ma leggermente inferiore alla media nazionale (+0,74%).

Tuttavia tale ripresa non ha ancora recuperato la perdita dovuta alla pandemia, infatti il confronto con il secondo trimestre del 2019 appare ancora negativo, con una diminuzione dello 0,8% delle imprese registrate, dell’1,9% delle imprese iscritte e del 23,4% delle imprese cessate non d’ufficio.

Inoltre il trend favorevole dell’ultimo trimestre non è riuscito a rendere positivo l’andamento complessivo del primo semestre 2021, infatti il confronto con le imprese registrate a giugno 2020 è pari a 0,0%, mentre in Emilia Romagna è leggermente positivo (+0,3%) e va meglio nel totale Italia (+0,6%). Sono in forte aumento le iscrizioni dell’intero semestre (+37,7%), mentre le cessazioni diminuiscono (-7,2%).

Riprende il saldo tendenziale delle imprese attive, che con 122 imprese in più raggiungono un incremento dello 0,2%, tuttavia tra le diverse forme giuridiche aumentano solamente le società di capitali (+3,9%), mentre prosegue il calo delle società di persone (-3,2%), delle ditte individuali (-0,4%) e delle “altre forme giuridiche” (-4,2%).

L’andamento tendenziale dei macrosettori mostra la crescita più elevata nelle costruzioni (+1,4%), seguite dai servizi (+0,6%), mentre risultano ancora in calo le attività manifatturiere (-0,7%) e l’agricoltura (-2,2%).

All’interno dell’industria manifatturiera vi sono andamenti differenti fra i diversi settori: l’incremento tendenziale maggiore si è verificato tra le imprese attive di “riparazione e manutenzione” (+3,7%), seguito dalla “fabbricazione di mezzi di trasporto” e “fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche” (entrambi +3,2%), infine dall’industria chimica e farmaceutica (+2,9%). In netto calo la stampa ed editoria (-7,1%) e la fabbricazione di mobili (-6,4%), mentre risultano meno incisive le perdite del tessile abbigliamento (-2,6%) e della ceramica (-2,3%). Pressoché stabile l’industria metalmeccanica (-0,2%).

Tra i servizi risultano negativi solamente gli andamenti del trasporto e magazzinaggio (-2,0%), delle “attività di servizi rivolte alla persona” (-0,6%) e del commercio (-0,2%). In tutti gli altri settori le imprese attive sono in crescita, in particolare aumentano le “attività sportive e di intrattenimento” (+5,9%), le attività finanziarie e assicurative (+4,5%) e i servizi di supporto alle imprese (+2,6%).

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