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Lunedì, 23 Maggio 2022
Economia

Troppi segni rossi per le imprese, male ceramica, in miglioramento settore meccanico

Troppi segni rossi per le imprese modenesi, specialmente per il settore ceramico e della manifattura, in lieve declino anche il settore moda e biomedicale. L'alimentare sopravvive con l'esportazione, mentre il meno in crisi è il settore meccanico

Appare ancora incerta e variegata la situazione dell’industria manifatturiera nella nostra provincia. A fronte di aumenti nel fatturato e negli ordini dall’estero si riscontrano flessioni di produzione e ordini interni.

MANIFATTURA: PIU' PRODUZIONE, MENO ORDINATIVI. Dopo due trimestri consecutivi di aumento della produzione, il periodo aprile-giugno 2014 ha visto nel complesso un nuovo calo, seppur contenuto: -1% rispetto agli stessi mesi del 2013. Il fatturato delle imprese continua a mostrarsi dinamico registrando un aumento del +5,6% sempre nel secondo trimestre 2014 rispetto allo stesso trimestre 2013. Sul fronte degli ordinativi si registra un peggioramento del trend della domanda interna, con una flessione del -2%. I mercati internazionali, invece, continuano a rappresentare una importante opportunità di sbocco per le nostre imprese: gli ordini dall’estero si sono infatti incrementati del +3,8%. La quota percentuale di fatturato che proviene dalle esportazioni supera in media il 38% anche se in alcuni comparti della meccanica arriva a superare il 60%. Da aprile a giugno 2014 è da rilevare anche un lieve incremento per l’occupazione (+1,1%).  Altro dato negativo riguardata le aspettative delle imprese per il breve termine. 

ALIMENTARI: SI GUADAGNA CON L'ESPORTAZIONE.  Nel periodo aprile-giugno 2014, l’industria alimentare ha incrementato il trend favorevole avviato da un anno a questa parte, con aumenti di produzione (+6,7%) e fatturato (+5,2%). Gli ordini interni hanno subito una battuta d’arresto (-5,3%) largamente compensata, per le imprese esportatrici, dall’aumento di quelli esteri (+13,2%). 

MODA:SI ERA PARTITI BENE, POI DI NUOVO IN ROSSO. Dopo un primo trimestre positivo, nel secondo sono tornati in rosso i settori della moda. La maglieria ha subito un calo produttivo del -11,9%, mentre il fatturato è cresciuto soltanto dell’1,1%. In diminuzione sono sia gli ordini interni (-4%) sia quelli esteri (-0,8). Riguardo alle confezioni di abbigliamento si evidenzia una flessione dei quantitativi prodotti pari al -4,8%, mentre il fatturato mostra un +2,2%. Positivo il mercato domestico (+3,5% gli ordini) mentre crolla quello estero (-22,7%).
 
CERAMICA: MENO 11,5% DELLA DOMANDA. Ancora in difficoltà appare il comparto ceramico che non presenta aumenti di produzione dalla prima metà del 2011. Il secondo trimestre del 2014 ha visto un calo del -11,5%, mentre il fatturato ha mostrato una certa tenuta (+2,8%). In negativo anche la raccolta ordini sia dall’interno (-9,6%) sia dall’estero (-2,9%).
 
BIOMEDICALE: SEGNALI INCORAGGIANTI. Rimane decrescente anche il trend del biomedicale, con una produzione in quantità che fatica a risollevarsi (-4%) così come il fatturato (-1,4%). Si possono tuttavia cogliere segnali incoraggianti da un risveglio della domanda: +1,2% la raccolta ordini interni e +6,6% quella dai mercati internazionali.
 
MECCANICO: IN MIGLIORAMENTO, BENE PER SETTORE ELETTRONICO.  Il comparto della meccanica di base che comprende le lavorazioni meccaniche di diverso tipo, presenta una congiuntura favorevole nel secondo trimestre dell’anno con aumenti di produzione (+4,7%), fatturato (+11,2%), ordini interni (+12%) ed esteri (+15%). I produttori di macchine e apparecchi meccanici hanno mostrato per la prima volta da un anno a questa parte una frenata di tutti gli indicatori, a partire dalla produzione che è diminuita del -3,1%. In negativo anche ordini interni (-8,8%) e esteri (-5,6%), mentre il fatturato è rimasto stabile sui livelli dello scorso anno (+0,4%). Permane discreta invece la situazione del comparto macchine e apparecchiature elettriche ed elettroniche, testimoniata da incrementi di produzione (+3,6%), di fatturato (+3,7%) e in particolare di ordini (+17,5% quelli interni e +14,5 quelli esteri).

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