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Lunedì, 22 Aprile 2024
Economia

Edilizia e cantieri: "Il nuovo Decreto crea confusione e va a destabilizzare un intero settore"

Candini presidente del Collegio Imprenditori Edili dell'Emilia: “Con l’intervento blitz di ieri da parte del Governo si mortifica lo spirito imprenditoriale”. Cna, del Superbonus non tutto è da buttare

“L'improvvisa approvazione del decreto legge sul Superbonus rappresenta un atto di irresponsabilità governativa e determina, per il settore edile, uno scenario normativo caotico oltre che in contrasto con le regole fissate nel Codice degli Appalti e nella Legge sulle Emergenze”. 

Sono le parole, dense di frustrazione e rabbia, di Claudio Candini, presidente del Collegio Imprenditori Edili dell’Emilia, all’indomani di quello che appare come un vero e proprio blitz messo in atto senza aver avviato nessun tipo di confronto con le parti interessate. Per l’ennesima volta il settore edile rischia di subire conseguenze negative molto pesanti per un approccio complessivo errato e per scelte che aumentano le incertezze da parte di chi guida il Paese. Operare in modo prevalente attraverso decreti d'urgenza dimostra una grave mancanza di attenzione rispetto alle conseguenze a lungo termine sul settore edile e, più in generale, sull'economia. Questa pratica impedisce una pianificazione efficace e mette a rischio la sostenibilità dell’attività imprenditoriale e dei progetti in corso, violando i principi di buona amministrazione.

“Continui e repentini cambiamenti normativi hanno sulle imprese edili conseguenze destabilizzanti e hanno un effetto deterrente rispetto alla voglia di investire, perché si mina la fiducia degli imprenditori – prosegue Candini – compromettendo la pianificazione a lungo termine delle attività, in violazione dei principi della certezza del diritto e della tutela della libertà di impresa.”

Tutto questo si aggiunge, sottolinea il Collegio Imprenditori dell’Emilia, alla recente introduzione di normative complesse e poco chiare, come la patente a crediti, che ha ulteriormente aggravato le incombenze burocratiche che ricadono sulle imprese senza apportare benefici tangibili alla qualità degli interventi e alla sicurezza sul lavoro. Se si vuole il bene delle imprese che operano in modo serio e corretto occorre attuare un cambiamento radicale nel processo decisionale del Governo che includa una consultazione preventiva e reale con le parti interessate, conformemente ai principi di sussidiarietà e collaborazione tra enti pubblici e privati. Con riferimento specifico alle aree del territorio modenese colpite dal terremoto il presidente del Collegio Imprenditori Edili dell’Emilia conclude sottolineando l’importanza di proteggere gli investimenti e gli sforzi già compiuti nel settore della ricostruzione post-sisma nell’area modenese. “L'incertezza normativa – lo ripeto - mina la fiducia degli investitori e mette a rischio la realizzazione di importanti progetti di ricostruzione, violando i principi di solidarietà e coesione territoriale. La richiesta urgente è quella di un dialogo costruttivo e di un impegno concreto da parte del Governo per garantire la stabilità e la crescita del settore edile anche nel territorio modenese, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e inclusione sociale”.

Anche Cna si esprime sul tema. "Si è parlato molto dell’effetto che il Superbonus ha avuto sui conti pubblici, peraltro a suon di numeri spesso in contrapposizione tra di loro, a seconda che la fonte volesse difendere il provvedimento od attaccarlo.Un dato oggettivo, invece, è sicuramente quello relativo al boom che questa misura ha determinato sul fronte dell’occupazione e del numero di imprese, che nel Superbonus ha trovato terreno fertile."

I numeri, certificati dalle casse edili dell’intero Paese, non tradiscono: dal 2019 a fine 2013, in Italia gli addetti sono cresciuti del 24,2%, praticamente la metà di quanto avvenuto nella nostra regione (+46,4%) e a Modena (+39,1%): nella nostra città gli occupati nel settore erano 7.201 a fine 2019 per diventare 10.019 al termine dell’anno scorso, con una vera e propria esplosione tra il 2020 e il 2022 (+28%). Una dinamica diversa ha caratterizzato il numero delle imprese, cresciute, sempre tra il 2019 ed il 2023, del 29,4% su base nazionale, del 36,3% a livello regionale e “appena” del 22,4% a Modena.

“Queste cifre permettono alcune considerazioni. Innanzitutto, che tra gli effetti positivi – quanto meno dal punto di vista quantitativo - del Superbonus occorre tener conto di questo aumento dell’occupazione. È opportuno considerare anche questo risultato quando si va a dare una valutazione economica di questo strumento, che – lo ribadiamo – è stato introdotto frettolosamente, e quindi con alcune gravi incongruenze, ma altrettanto frettolosamente è stato di fatto eliminato. E questa eliminazione ha già iniziato a determinare una crescita delle cessazioni, che si traduce ovviamente in una perdita di occupazione”, è il commento di Luca Giovanelli, presidente di CNA Costruzioni.

“Ancora, sul nostro territorio i numeri sembrano evidenziare che la crescita dell’occupazione sia stata alimentata più da nuove assunzioni in aziende già in essere che dalla nascita di nuove imprese, e questo è senz’altro positivo, perché ciò significa imprese più strutturate e, ad esempio, maggior sicurezza sul lavoro. Sicurezza che, a nostro avviso, non passa certo da strumenti burocratici come la cosiddetta patente a punti, in vigore, probabilmente, dal prossimo ottobre: un appesantimento burocratico fine a sé stesso che non dà garanzie di maggior sicurezza, a differenza di quanto potrebbe fare – e queste sono le nostre proposte in materia - una legge qualificante per normare l’accesso a questa attività e la creazione di un rating di sicurezza delle imprese edili dove uno dei parametri più significativi sia la storicità”.

Del resto, la crescita imperiosa delle aziende alimentata dal settore è un aspetto negativo del boom legato al Superbonus. Spesso, infatti, si tratta di imprese poco professionali che hanno in qualche modo drogato il mercato, verso l’altro in termini di costi, ma verso il basso dal punto di vista qualitativo. “E’ la ragione per cui chiediamo al Governo di elaborare un piano strutturale dei bonus della casa, sostenibile su un adeguato orizzonte temporale, per agevolare quella transizione green che le famiglie, senza un aiuto concreto, non potranno di certo affrontare. Pensiamo a strumenti come la “cessione del credito” o lo “sconto in fattura”, che hanno concretamente permesso in questi, anni l’attuazione delle agevolazioni fiscali, ma anche a strumenti nuovi come mutui agevolati e con premialità crescenti in base ai risultati degli interventi realizzati, opportunamente documentati. Insomma, servono idee, buone idee, magari concordate con le Associazioni che seguono questi mestieri, a differenza di quanto fatto, prima e dopo, con il Superbonus Ed è tutt’altro che una buona idea Il decreto approvato, a sorpresa, dal Consiglio dei ministri, ennesimo durissimo colpo al settore delle costruzioni. Cancellare la cessione del credito e lo sconto in fattura alle residue fattispecie per i bonus edilizi che ancora potevano utilizzare l’opzione, evidenzia un grave approccio del Governo nei confronti di un comparto che assicura un contributo rilevante all’economia del Paese, peraltro agevolando le categorie di cittadini più abbienti, quelli che possono pagare in anticipo e scontare i crediti fiscali nella propria denuncia dei redditi.

Inoltre, questa continua produzione di norme restrittive nei confronti del settore delle costruzioni, genera caos e incertezza per le imprese e i committenti. La nuova stretta avrà pesanti effetti sul settore che si stava adeguando alle residue opportunità previste nell’ultima Legge di Bilancio. In mancanza del testo del provvedimento è impossibile conoscere se, a esempio, contratti già firmati potranno continuare a utilizzare l’opzione della cessione del credito. L’ennesimo giro di vite e la disordinata exit strategy dal Superbonus rischiano di aggravare la crisi verso cui sta andando il settore delle costruzioni”.

L’auspicio – anche se il pessimismo regna sovrano -  è che si possano “correggere in extremis” alcuni aspetti del decreto e, soprattutto, che “tra gli equilibri di bilancio e l’appropriatezza della tecnica legislativa, elementi entrambi fondamentali, il governo tenga a mente la necessità di mantenere viva la fiducia in capo a cittadini e contribuenti.

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