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Giovedì, 19 Maggio 2022
Economia

Farmacie Comunali Coop, i farmacisti preoccupati dall'ingresso del capitale

Da Federfarma arriva un allarme sulla situazione venutasi a creare a Modena, con il controllo di 12 farmacie passato a Coop Estense. Appello a Muzzarelli: “Non si fa businnes sulle medicine”. Ma il controllo pubblico ora è solo un ricordo

"Le farmacie comunali di Modena sono passate in mano a Coop Estense? Siamo preoccupati. Il caso è già all'attenzione di Federfarma nazionale. Vedremo quali iniziative e contatti assumere, ma diciamo già al sindaco Muzzarelli che non può fare finta che non sia successo nulla. Le farmacie non sono botteghe e non si può pensare solo al business: il principio non è vendere più medicine, ma vedere quelle che servono". Cosi' il presidente di Federfarma Emilia-Romagna, Domenico Dal Re, annuncia di aver accesso i riflettori sulle 'nuove' farmacie a marchio Coop di Modena. Secondo l'associazione, si tratta pressochè di un unicum in Italia con queste caratteristiche. 

Con le modifiche statutarie che hanno eliminato il vincolo della maggioranza pubblica, cambierà anche la composizione del cda delle Farmacie che sarà composto obbligatoriamente da tre membri (l'attuale statuto prevede la possibilità di nominarne fino a nove): senza più maggioranza sociale, il Comune potrà nominarne uno soltanto. Al di là della bufera politica recente, anche sul sindaco Pd Gian Carlo Muzzarelli per i suoi rapporti con la cooperazione, sindacati come Cgil e Uil hanno invocato la conferma dei vincoli sulla possibilità di trasferimento delle sedi, sulla salvaguardia del personale, delle professionalità e delle condizioni contrattuali, sulle scelte strategiche generali.

Da parte sua, Coop ha già assicurato di non praticare nessuna speculazione, di voler difendere il patrimonio in questione (nel 2014 era di oltre 31 milioni per una dozzina di farmacie) e ricordato che nelle cooperative non si incassano dividendi sul capitale investito. A Federfarma, che pure mostra prudenza, sembra non bastare.

Contestualizza Dal Re, che coi colleghi della federazione ha parlato spesso di Modena ultimamente: "Anche il Ddl Concorrenza prevede l'ingresso del capitale nelle farmacie, se passa la norma Coop potrà entrare anche nelle private. Siamo preoccupati, e vogliamo ribadire il ruolo delle farmacie a tutela della salute pubblica. L'ingresso del capitale privato non può cambiare le finalità del sistema".

In Emilia-Romagna ci sono stati casi di cessione analoghi sulle farmacie, a Bologna così come a Rimini e Cesena, "ma sono entrati soggetti già con esperienze nella distribuzione intermedia, vera e propria, dei farmaci: tutto sommato le finalità pubbliche non sono mancate finora, nonostante un'immagine un po' commerciale che si è fatta strada", osserva il presidente regionale. Il quale confida dunque che anche a Modena non ci siano 'invasioni di campo' o, appunto, speculazioni: "Coop è entrata nelle farmacie qui e anche nel Veneto. Dopo il decreto Bersani hanno investito nell'healthcare? Ma le loro parafarmacie negli iper e i corner di distribuzione intermedia sono negozi, non realtà iscritte all'ordine professionale", taglia corto Dal Re. Che conclude quindi con un appello a Muzzarelli: "Ora la palla passa alla politica. Il sindaco non può far finta che non sia successo nulla, sulle farmacie non si può fare mero business. Non bisogna chiudere gli occhi, se vogliamo che le conquiste sociali di questi anni siano mantenute".

(DIRE)

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