Stabilimenti fermi e ferie forzate alla Fimar Carni. Ancora guai nel distretto

È ormai il terzo giorno che la Fimar Carni ha comandato in ferie gli operai dello stabilimento di Castelvetro, realizzando di fatto la chiusura dei reparti produttivi. Il sindacato Flai-Cgil di Modena ha già offerto le prestazioni lavorative dei dipendenti e chiede all’azienda l'immediata apertura degli ammortizzatori sociali. 

Fimar Carni spa è una storica azienda della famiglia Fiandri situata a Solignano di Castelvetro di Modena specializzata nel disosso e nella rifilatura di prosciutti. Fattura 85 milioni di euro e occupa attualmente 27 dipendenti diretti. In seguito alle vicende legate alla revoca del concordato Parmacotto, la società ha subito una contrazione dell'attività produttiva che ha reso necessaria una ristrutturazione aziendale che però non ha risolto i problemi di liquidità. 

Oggi  la mancanza di commesse ha messo in crisi tutti i reparti produttivi e quindi anche l’occupazione dei 27 lavoratori diretti e di un’altra trentina di lavoratori somministrati o in appalto. 

“La direzione aziendale della Fimar Carni ci ha aggiornato sulla situazione di difficoltà, ma non è sufficiente – dichiara Marco Bottura della Flai-Cgil di Modena - Stiamo parlando di un sito produttivo moderno ed efficiente che deve trovare una continuità produttiva e occupazionale. Non è una situazione superabile con le ferie forzate”. 

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