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Martedì, 24 Maggio 2022
Economia Castelnuovo Rangone / Via della Tecnica, 12

General Montaggi, un'altra azienda fugge silenziosamente in Romania

Un'impresa di Castelnuovo Rangone che conta 150 dipendenti tra tecnici e operai e vanta commesse prestigiosissime in Italia e in Francia viene incorporata da una minuscola realtà rumena. Una nuova "fuga verso est" che assesta un altro colpo all'economia locale

Ci risiamo. Se nel silenzio ferragostano era esploso fragorosamente il caso della Firem di Formigine, delocalizzata senza preavviso in terra polacca, ora una nuova scure sta per abbattersi su un'altra azienda di casa nostra, o meglio, sui suoi dipendenti e sul suo indotto. I termini sono tecnicamente differenti, ma i tratti comuni non mancano. Il riferimento è alla General Montaggi Srl, azienda con sede a Castelnuovo Rangone, che ha approntato una fusione per incorporazione con una minuscola Srl rumena, che ne guiderebbe il processo, a fronte delle norme Comunitarie in vigore in entrambi i paesi. Le conseguenze di questa operazione non sono ancora chiare o quantificabili, dal momento che la strategia del dopo-fusione non è stata enunciata, anche se l'orizzonte non appare propriamente luminoso. Ma andiamo con ordine.

General Montaggi Srl è un'azienda che ha iniziato le sue attività nel dicembre 2010, divenendo in poco tempo un nome di rilievo nel mondo delle costruzioni: con le sue competenze ha partecipato all'accantieramento di opere di grande rilievo, tra cui lo Juventus Stadium di Torino, lo stadio di Nizza, la stazione di Les-Halles a Parigi e decine di altri importanti edifici ed infrastrutture sparse per l'Italia e la Francia. La ditta cresce e nel tempo ed arriva ad impiegare una media di 150 dipendenti nell'anno appena trascorso, la maggior parte assunti senza continuità, ma in base alle commesse acquisite, come normalmente accade. Di fronte a questa situazione apparentemente florida, qualcosa però si inceppa.

Lo scorso 2 gennaio sulla Gazzetta Ufficiale compare, come un fulmine a ciel sereno, l'annuncio di una “fusione transfrontaliera per incorporazione”. L'azienda di Castelnuovo viene cioè inglobata da un'altra impresa, la Fruit Marius Srl, minuscola realtà rumena fondata nel 2011 nel villaggio di Grivita, conglomerato di 3.000 anime sorto dal nulla in pochi anni nell'aperta campagna al confine con la Moldavia. La Fruit Marius dispone di un capitale sociale di 200 Lei, pari a 44 euro (a fronte dei 10.000 della General Montaggi) e, secondo il diritto rumeno, regolerà l'incorporazione in base al proprio statuto. E proprio da qui in avanti iniziano i veri guai.

Come il caso Electrolux ha messo in evidenza proprio in queste ore, per raggiungere la Mecca dei paesi est europei è necessario eliminare molta zavorra. E questo perso non è altro che la forza lavoro. Cosa ne sarà dei dipendenti tecnico-amministrativi della General Montaggi? E i 150 operai che lavorano nei suoi cantieri? Si arriverà, come in casi analoghi, a dover accettare gli standard salariali della Romania? Interrogativi legittimi, che riguardano non solo i diretti dipendenti, ma anche i fornitori e coloro che vantano crediti nei confronti dell'azienda di Castelnuovo e che rischiano di essere “abilmente” scavalcati. Una nuova fuga verso est, dunque, che si somma a quelle già note e contribuisce a destabilizzare ulteriormente il nostro tessuto produttivo e un mercato del lavoro già al collasso. Ma si sa, anche questa è l'Europa, bellezza.

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