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Terremoto, boom di "ruderi" a Catasto: a Modena +161%

Gli effetti del sisma si riverberano anche sul catasto e sulle casse dello Stato: è infatti aumentato in maniera ecclatante il numero degli immobili che non versano l'Imu. Incremento maggiore nel ferrarese, mentre in provincia di Modena sono 5.368

L'effetto terremoto in Emilia-Romagna moltiplica i ruderi in catasto. La categoria in questione negli ultimi anni ha registrato un vero boom: tra il 2011 e il 2014, i ruderi a livello nazionale sono cresciuti del 56%, con un balzo da 278.000 a 434.000 fabbricati iscritti. Perchè mai? Uno dei motivi, come riporta "Il Sole 24 Ore" della sua analisi ad hoc pubblicata oggi, è che i fabbricati "collabenti", come da gergo tecnico riferito alla categoria F/2, non hanno rendita catastale e quindi non pagano Imu e Tasi (tranne che nei Comuni che hanno scelto di tassare l'area edificabile su cui sorge l'edificio). Se dunque la stangata dell'Imu del 2012 ha prodotto un forte incentivo ad aggiornare gli inquadramenti catastali degli edifici abbandonati, nelle province interessate dal sisma 2012 si riscontra un balzo diffuso.

Nei territori di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, oltre che in quelli di Mantova (che segna un +229,5% nell'incremento dei ruderi) e Rovigo, il dato appare infatti più o meno omogeneo. La provincia prima in classifica per incremento dei fabbricati collabenti negli ultimi tre anni risulta per "Il Sole" Ferrara: qui l'aumento segna +289,8% (2.787 unità in F/2; 6,5 su 1.000). Se sicuramente è decisivo l'effetto del terremoto, dicono gli esperti, l'aumento sarebbe dovuto anche ai casolari degradati emersi con la regolarizzazione dei fabbricati fantasma. In ogni caso, in provincia di Modena la variazione dei ruderi nel periodo 2011-2014 registra un +161% (5.368; 6,3 unità su 1.000) e in provincia di Reggio Emilia un +65%

(DIRE)

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