Registro Imprese, Modena perde 515 attività dall'inizio dell'anno

In forte calo le nuove imprese registrate. Tra i settori, penalizzate le industrie manifatturiere, tranne farmaceutica e plastica. Nel terziario decrementi nel commercio e trasporti

L’elaborazione del Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena sui dati del primo trimestre 2020 mostra in provincia di Modena un calo di 515 imprese registrate, passando da 72.761 unità presenti al 31/12/2019 a 72.246 imprese alla fine del mese di marzo 2020.

L’emergenza sanitaria da Coronavirus inizia dunque a mostrare ripercussioni sulla dinamica del tessuto imprenditoriale, soprattutto nella apertura di nuove attività. Le restrizioni relative alla pandemia in atto hanno infatti ridotto molto tutte le movimentazioni del Registro Imprese, pertanto calano sia le imprese cessate non d’ufficio che risultano 1.691, con una variazione tendenziale del -7,6%, ma ancor di più le nuove imprese iscritte, pari a 1.199, in calo del -17,1% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Esaminando le diverse caratteristiche delle imprese, continua il trend in ascesa delle imprese con maggioranza dei soci stranieri (+3,0%), mentre calano tutti gli altri tipi di imprese: le imprese giovanili perdono il 2,3%, quelle artigiane l’1,3%, infine pressoché stabili le femminili (-0,1%).

L’andamento del numero delle imprese attive (cioè quelle che hanno dichiarato l’effettivo inizio di attività) è peggiore di quelle registrate, perdendo lo 0,8%. Quasi tutte le forme giuridiche sono in diminuzione: le società di persone scendono del 3,4%, le ditte individuali dell’1,5% e le “altre forme giuridiche” del 2,9%, mentre continua il trend positivo per le società di capitali (+2,6%) anche se attenuato.

Quasi tutti i macrosettori mostrano variazioni tendenziali negative nel numero di imprese attive, più marcate in agricoltura (-1,9%) e nell’industria manifatturiera (-1,8%); anche il terziario risulta in complesso negativo (-0,6%), mentre si mantengono positive le costruzioni (+0,5%).

Nel dettaglio della manifattura, il calo maggiore si rileva nella produzione di mezzi di trasporto (-4,5%), seguiti dall’industria del legno (-4,2%) e dal tessile abbigliamento (-3,9%). Rimangono positivi ‘riparazione e manutenzione’ (+1,6%), ‘fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche’ (+1,6%) e ‘industria chimica e farmaceutica’ (+1,0%).

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Il terziario è trascinato in territorio negativo dal ‘trasporto e magazzinaggio’ (-3,1%) e dal commercio (-2,4%), per il resto tutti gli altri settori rimangono positivi, soprattutto nelle ‘attività finanziarie e assicurative’ (+3,9%), nella sanità e assistenza sociale (+2,6%) e nei ‘servizi di informazione e comunicazione’ (+1,6%).

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