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Domenica, 3 Luglio 2022
Economia

Settore agroalimentare, Legacoop invoca i distretti produttivi

La lega delle cooperative fa il punto a Modena su un settore che conta 38 imprese e 2,4 miliardi di valore di produzione. Legacoop Agroalimentare: "Più forti se integrati"

In attesa che a inizio 2017 il Coordinamento dell’Alleanza Italiana Cooperative dia vita ad un’ unica associazione di rappresentanza delle imprese cooperative, il Settore Agroalimentare di Legacoop si riunirà in Assemblea Nazionale a Roma il 10 e l’11 marzo prossimi. In preparazione a questa data, anche a Modena – nella Foresteria Cavicchioli di Cantine Riunite & Civ, a San Prospero sul Secchia - si è tenuta l’assemblea territoriale delle cooperative agroalimentari aderenti a Legacoop. Fra loro riconosciute eccellenze come Granterre-Parmareggio, Grandi Salumifici Italiani, Cantine Riunite & Civ ecc.

“Nel complesso, il settore agricolo di Legacoop Modena – ha illustrato Franco Michelini, Responsabile Settore Agroalimentare Legacoop Modena - conta 32 imprese, che operano nei comparti produttivi Carni, lattiero-caseario Parmigiano Reggiano,  Vitivinicolo,  Ortofrutta,  Forestale, Conduzione Terreni  e Meccanizzazione Agricola, Servizio. Il valore della produzione sfiora i 2,4 miliardi di euro, i soci sono 21.130 e gli occupati 5.384 (dati al 31/12/2014)"

L’incontro ha affrontato anche il percorso d’integrazione in atto fra Legacoop Modena e Legacoop Ferrara, che vedrà il settore arricchirsi delle cooperative della Pesca: la costituenda Legacoop Estense, associando 38 imprese nel settore agroalimentare e 22 nella pesca, si presenterà con un fatturato complessivo di 2.656 milioni di euro, e oltre 24.000 soci.

 “E’ fondamentale portare a compimento la trasformazione dell’attuale Coordinamento dell’Associazione Cooperative Italiane in associazione unica – ha dichiarato Cristian Maretti, Presidente di Legacoop Agroalimentare Nord Italia - al fine di favorire quei processi di integrazione fra le imprese utili a liberare risorse da finalizzare ad investimenti in innovazione ed internazionalizzazione, indispensabili per una sempre migliore remunerazione del prodotto conferito dai soci, che rappresenta il 40% dell’intera produzione agricola nazionale.

Il percorso politico istituzionale che ha portato al superamento delle province, e l’esperienza già maturata con Progeo, Cantine Riunite & Civ ecc. devono indurci a strutturare le imprese prendendo a riferimento i distretti produttivi, al fine di avvantaggiare le imprese agricole associate. Anche il comparto produttivo del Parmigiano Reggiano dovrebbe prendere spunto da queste esperienze, partendo da una comune valorizzazione delle eccellenze imprenditoriali già attive – ad iniziare da Granterre-Parmareggio - così da possa portare maggior vantaggio agli allevatori in filiera.”

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