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Giovedì, 23 Maggio 2024
Economia

Comparto carni, dopo gli scioperi il confronto. Ma restano 70 esuberi

Incontro in Prefettura tra sindacati e Direzione territoriale del Lavoro, per fare il punto sulle difficoltà di Globalcarni e Alcar Uno, al centro di proteste e scontri tra lavoratori e polizia. Si cercano ammortizzatori e appalti

Nel distretto modenese della lavorazione delle carni sono 70 i lavoratori che al momento rischiano il posto. Le parti in causa si sono date altri 15 giorni di tempo, sia per prorogare il contratto di appalto che scade tra una settimana scarsa sia per verificare che, nell'ambito della complessa filiera, non spunti qualche interesse o novità. Ma l'ottimismo non decolla, anzi, anche se dopo le tensioni della settimana scorsa ai cancelli, tra Forze dell'ordine e lavoratori, l'obiettivo è riportare intanto un po' di ordine. Se n'è discusso oggi pomeriggio in Prefettura a Modena, dove fino a sera è proseguito il tavolo tra tutte le parti in causa avviato venerdi'. Intanto, la sigla di base Si Cobas fin qui ha mantenuto i patti: se solo venerdi' scorso sia i mezzi sia i lavoratori erano stati fermati all'ingresso, al momento sono rimasti i picchetti ma i blocchi sono stati sciolti. 

Al summit di oggi col prefetto Maria Patrizia Paba i sindacati hanno invitato anche il ministero del Lavoro, proprio per esplorare ogni strada possibile di ammortizzatori sociali in attesa di una possibile svolta aziendale. Anche per questo era presente all'incontro odierno in viale Martiri la Direzione territoriale del lavoro, come annunciato.

In sostanza, ecco il quadro dove sono nati i problemi per i lavoratori. "Global Carni ha annunciato lo stop alla lavorazione del suino straniero, conservando quella dell'italiano ma di fatto trasformando in esuberi i 50 addetti in appalto della cooperativa Alba Service. Anche l'azienda Alcar Uno ha detto di voler ridurre le attività in appalto, rioccupando 40 persone al massimo rispetto alle precedenti 60; quindi, tra Global e Alcar il sovrappiu' di forza lavoro diventa pari a 70 unità", spiega per la Fai-Cisl dell'Emilia Centrale Mario Zoin. Proprio tra le stesse aziende committenti e Alba Service si è consumato uno scontro al vertice in prefettura, a dimostrazione dell'incertezza generale. 

"Le parti quindi- completa il sindacalista Fai-Cisl- si prendono un ulteriore periodo di tempo per poter valutare tutte le scelte sul tavolo. Le aziende, in particolare, si riservano di valutare il tutto nei propri Consigli di amministrazione nei prossimi giorni. Speriamo che le risposte non siano negative, nonostante le difficoltà del comparto. Siamo molto preoccupati per i 70 lavoratori e continuiamo a cercare le soluzioni migliori per tutelarli".

(DIRE)

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