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Martedì, 27 Settembre 2022
Economia

Imprese artigiane, a Modena l'occupazione sale sopra i livellli pre-covid

Analisi Lapam sull’occupazione, la tenuta c’è nonostante le tensioni. Luppi: “Ma l’autunno sarà molto difficile, le imprese hanno bisogno di scelte politiche adeguate alle sfide”

“Nel primo semestre 2022 il nostro campione ci dice come l’occupazione stia tenendo, anzi come sia in crescita anche rispetto ai livelli del 2019, quelli precedenti alla pandemia. Le tensioni, internazionali e interne, sono forti, ma per ora le piccole imprese stanno assorbendo i problemi e mantengono i livelli di occupazione. Non sappiamo però per quanto sarà possibile farlo”. Gilberto Luppi, presidente Lapam Confartigianato, mette in evidenza le luci e le conseguenti ombre che emergono dalla consueta indagine dell’Ufficio Studi Lapam sull’occupazione in un campione stabile di 2.531 imprese associate. Inoltre i dati sui primi 6 mesi del 2022 sono stati desunti anche da un secondo campione leggermente maggiore, di 3.101 unità imprenditoriali.

Nei primi mesi del 2020 – ancora precedenti alla pandemia da Covid-19 – i numeri di cedolini emessi sono stati superiori a quelli dei rispettivi mesi del 2019, mentre si osserva una contrazione evidente a partire da aprile 2020. Il 2021 parte da un livello occupazionale del tutto paragonabile all’inizio del 2019, nonostante le restrizioni che hanno caratterizzato gli spostamenti nei primi mesi dell’anno, e la ripresa dell’economia e dell’occupazione permette a giugno 2021 di superare quota 26.600 cedolini emessi. Nel I semestre 2022 il numero di cedolini risulta superiore agli altri anni passati, arrivando a toccare quota 28.004 a giugno. La dinamica mensile del numero di lavoratori evidenzia come il primo semestre 2022 non solo superi ampiamente il numero di cedolini emessi negli stessi mesi dell’anno scorso, ma si posizioni anche al di sopra dei livelli pre Covid.

La geografia del lavoro

Nel primo semestre 2022, sempre secondo l’indagine dell’Ufficio Studi Lapam, cresce il numero di lavoratori a tempo indeterminato, che rappresentano l’80,7% del totale occupati del campione, registrando un +4,1% rispetto ai primi sei mesi del 2021. Aumenta tuttavia in maniera molto più decisa il numero di lavoratori a tempo determinato (il 19,3% del campione), che segna un +28,6% sul primo semestre dell’anno scorso. La componente maschile (che costituisce il 59,9% degli occupati del campione) vede nei primi sei mesi del 2022 un incremento del 7,9% mentre la componente femminile (il 40,1% del campione considerato) cresce di un più marcato 9,3%.

Crescono gli impiegati (+7%) – che rappresentano un terzo del campione in oggetto (il 34,2%) – e gli operai (+8,7%), che coprono oltre la metà dei lavoratori del campione (59,5%), mentre un residuale 5,8% di apprendisti è in aumento dell’8,8%. Cresce il numero di lavoratori con laurea (+14% rispetto a un anno fa) e diploma (+10,2%), mentre registrano incrementi più contenuti i lavoratori con licenza elementare (+4,8%) e licenza media (+4,3%).

L’anno 2022 parte a gennaio con un numero di ore lavorate inferiore rispetto ai valori sia del 2020 che del 2019 (ma lievemente superiore a quelli di gennaio 2021), già a febbraio tuttavia si supera il numero di ore lavorate degli ultimi tre anni, mantenendo da quel momento in poi un livello superiore ai periodi precedenti. Complessivamente i primi sei mesi del 2022 superano dell’8% le ore lavorate nel primo semestre dell’anno scorso, mentre segnano un rimbalzo del 32% rispetto al 2020 e un incremento del 7,7% sui primi sei mesi del 2019.

I diversi settori

Venendo all’analisi degli otto settori di attività maggiormente rappresentati nel campione (con oltre 100 imprese), tutti vedono nel primo semestre 2022 un incremento di ore lavorate rispetto allo stesso periodo del 2021. In particolare Lapam sottolinea come il settore dell’alloggio e ristorazione registri un notevole rimbalzo rispetto all’anno precedente con un balzo del 79,1% (durante i primi mesi dell’anno scorso erano ancora in vigore le restrizioni dovute alla pandemia), mentre le altre attività dei servizi e il trasporto e magazzinaggio vedono un aumento delle ore lavorate più intenso della media, con un segno più rispettivamente del 15,2% e del 10,1%. Il comparto che incide maggiormente sul monte ore lavorate è quello manifatturiero che registra un +7% rispetto al gennaio-giugno 2021. Infine le costruzioni registrano la crescita più bassa (+0,6%), perché rapportata al primo semestre 2021 in cui vi era già un’intensa attività del settore.

Tutte le tipologie di imprese vedono un aumento delle ore lavorate (l’indagine Lapam evidenzia un +6,3% nelle micro imprese con meno di 5 dipendenti, +8,4% per quelle da 5 a 9 dipendenti, +6,8% per le piccole da 10 a 19 dipendenti, +6,5% sia per quelle da 20 a 49 che per quelle da 50 a 249 dipendenti e un +19,7% per le grandi imprese, sopra ai 250 dipendenti. 

Infine è in netto calo l’utilizzo di ammortizzatori (allo 0,3% delle ore lavorate, ci si avvicina allo 0,1% del 2019, dopo che nel primo semestre 2020 si era arrivati all’11,1), e anche lo Smart working, che nel primo semestre 2022 incide per l’1% del totale ore lavorate.

“Questi dati – conclude il presidente Lapam, Gilberto Luppi – ci segnalano come le imprese, a partire da quelle piccole e medie, stanno continuando a scommettere sul futuro nonostante la pandemia, la guerra, l’aumento esponenziale dei costi energetici, quello delle materie prime, l’inflazione che galoppa come negli anni ’80… Ebbene, in questa situazione le imprese hanno l’estrema necessità di essere accompagnate da scelte politiche adeguate, perché l’autunno che ci aspetta promette di essere davvero difficilissimo”.

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