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Giovedì, 25 Aprile 2024
Economia

Lo smartworking non dispiace ai modenesi: 3 su 4 apprezzano il lavoro da casa

Lo rivela un'indagine condotta per conto di Reale Mutua. In ufficio i principali fattori di rischio sono sedentarietà (38%) e stress (32%). Per chi svolge attività più fisiche preoccupano sollevamento di pesi (32%) e contatto con sostanze nocive (28%)

Lavorare da casa incide positivamente sulla salute rispetto alla normale vita da ufficio: la pensa così l’83% degli abitanti di Modena, secondo i quali il cosiddetto martworking – laddove applicabile – permette di convertire il tempo risparmiato dal viaggio in una migliore gestione anche del proprio benessere (34%), riduce lo stress (26%) e dà il vantaggio di lavorare in un ambiente confortevole e su misura (23%).

È il dato che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare, che ha indagato la percezione dei modenesi sul rapporto tra salute e ambiente di lavoro. L'attività lavorativa, infatti, può condizionare in vario grado la salute dei lavoratori. In ufficio, il principale fattore di rischio, a detta di oltre un abitante di Modena su tre (38%), è la sedentarietà (38%). Seguono lo stress (32%) con tutti i suoi possibili effetti sul benessere fisico e mentale e la postura (19%), mentre solo il 9% si dice preoccupato dalle possibili conseguenze sulla vista. In un ambiente quale la fabbrica, o comunque per chi svolge un'attività più fisica, invece, il fattore che incide maggiormente sulla salute è rappresentato dai pericoli connessi al sollevamento di pesi e alla movimentazione di carichi (32%), seguiti dal contatto, o esposizione, a sostanze chimiche potenzialmente nocive (28%) e dall'eventualità di cadute e infortuni (28%).

Ma che cosa porta ad “ammalarsi” di lavoro? Per oltre due modenesi su tre (68%), la prima causa è la sottovalutazione dei rischi, seguita dalle pressioni e scadenze lavorative che possono indurre a comportamenti impropri e pericolosi (43%) e dall'inadeguatezza dell'ambiente di lavoro (28%). Per un ulteriore 13%, invece, la ragione risiede nella scarsa informazione in materia di sicurezza e salute fornita dal datore.

L'azienda stessa, tuttavia, può fare la sua parte e prendersi cura della salute e del benessere dei dipendenti. I modenesi hanno le idee chiare: in ufficio, i principali desiderata sono postazioni ergonomiche (60%), una polizza sanitaria (32%), ma anche la possibilità di usufruire di abbonamenti a palestre e centri fitness (19%) e incontri con uno psicologo del lavoro (6%). In fabbrica, invece, il datore, secondo gli intervistati, deve fornire strumenti e dispositivi di lavoro idonei ai dipendenti (68%), garantire il rispetto delle normative (64%) e mettere a disposizione check up mirati per il controllo e la prevenzione di possibili patologie (45%).

“Questa nuova ricerca del nostro Osservatorio sul welfare, giunto alla terza edizione, - commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo - ha delineato un quadro preciso delle percezioni e delle preoccupazioni degli italiani sui fattori e i modi in cui l'attività lavorativa può condizionare la salute individuale. Una risposta efficace a questi temi e a questi bisogni arriva dal welfare, in cui Reale Mutua ha una grande esperienza. Da sempre mettiamo a disposizione sia dei singoli sia delle imprese per i loro dipendenti numerose soluzioni per la tutela della salute e del benessere, come prestazioni mediche, visite e check up clinici, anche a scopo preventivo, e un'ampia gamma di benefit per la cura del wellness e la soddisfazione dei lavoratori.”

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Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area
geografica.

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