Beffa delle banche, estesi gli interessi dei mutui sulle case terremotate

La sospensione di 6 mesi dei mutui per agevolare i proprietari colpiti dal sisma diventa la scusa per molti istituti di credito per allungare il periodo sul quale pretendere gli interessi. Federconsumatori denuncia oltre 100 casi nella bassa

La Federcosumatori modenese, nell'illustrare in suo rapporto sulle attività svolte, ha dedicato particolare attenzione alle problematiche sorte nell'area del cratere emiliano, dove comprensibilmente i contenziosi sono aumentati dallo scorso maggio ad oggi. Una questione di particolare gravità riguarda i mutui sulle abitazioni danneggiate dal sisma e le modalità adottate dagli istituti bancari per gestire i pagamenti, che, stando alle dichiarazioni di Federconsumatori, sono al limite della presa in giro.

Come noto, le case danneggiate dagli eventi sismici (cui dovremo aggiungere i danni del tornado degli scorsi gioni), sulle quali pendeva ancora un mutuo, sono state oggetto di un decreto legge che garantiva la sospensione per 6 mesi del pagamento delle rate da parte dei proprietari. In questo modo il periodo complessivo di durata del mutuo si è allungato di sei mesi. Fin qui tutto lineare, se non fosse che la grande maggioranza degli istituti di credito ha deciso di estendere anche la quota degli interessi per quegli ulteriori sei mesi, andando così ad aumentare la rata mensile richiesta. Su un mutuo trentennale, ad esempio, questa operazione potrebbe significare un aumento di alcune migliaia di euro. 

Una beffa che si annida tra le lacune del testo normativo, ma che dimostra una totale assenza di scrupoli da parte di molte banche nei confronti dei clienti vittime del terremoto. Come precisato da Federcosumatori, il problema non riguarda tutte gli istituti: Unicredit e Banca Popolare di Verona (ex S. Geminiano e S.Prospero) hanno infatti mantenuto un comportamento corretto nei confronti dei loro debitori, senza alterare le modalità di pagamento dei mutui. Per gli altri, sebbene le cifre rincarate non siano certo esorbitanti, la mossa ha il sapore amaro di una presa in giro.

Le denunce pervenute a Federconsumatori su queste casistiche sono circa un centinaio, per le quali l'associazione di categoria ha avviato diversi ricorsi presso l'Arbitro Bancario Finanziario. Inoltre l'intenzione è di aprire un tavolo di confronto con la Regione e con l'Abi (Associazione Bancaria Italiana) per trattare un contributo pubblico per i mutui delle case danneggiate ed estinguere quelli sugli edifici completamente crollati.

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