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Lapam su riaperture. Luppi: “Le parole di Draghi rappresentano una buona notizia. Ora la parola d’ordine è vaccinare”

Lapam accoglie favorevolmente le parole del Presidente del Consiglio Draghi sulle riaperture misurate e graduali, ma afferma la necessità di incrementare la vaccinazione per far ripartire le attività

Le parole del Presidente Draghi sulle riaperture, graduali e prudenti, rappresentano una buona notizia. Ci sono categorie che stanno soffrendo troppo e andare verso il ritorno a una nuova normalità è necessario e come abbiamo sottolineato tante volte, è necessario evitare annunci o decisioni dell’ultima ora come si è verificato in troppe occasioni. Riaprire in sicurezza è determinante e bisognerà farlo per non tornare indietro. Per questo serve vaccinare e fare pressioni sulle case produttrici di vaccini affinchè aumentino gli approvvigionamenti”. Il Presidente Lapam, Gilberto Luppi, commenta così le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulle riaperture, in zona gialla, a partire dal prossimo 26 aprile.

“Di certo sarà necessario far sì che le attività che possono lavorare all’aperto possano farlo al meglio. Mi riferisco in particolare alle attività della ristorazione, ristoranti e bar in particolare, che dovranno poter sfruttare al massimo anche gli spazi esterni, attraverso interventi di esenzione della Tosap da parte dei comuni, ad esempio.  Poi è bene lavorare per far sì che il turismo possa ripartire in sicurezza, anticipando i tempi per dar modo agli imprenditori del settore di poter preparare le riaperture. Lo scorso anno si arrivò troppo a ridosso con le linee guida. Inoltre - specifica il presidente Lapam – tante altre categorie hanno bisogno di riaprire (i lavoratori dello spettacolo e dello sport, quelli della cultura, solo per fare qualche esempio) e l’attività all’aria aperta approfittando del clima oltre a una spinta decisa sulla campagna vaccinale potranno fare il resto”.

Sulle vaccinazioni in azienda - prosegue Luppi – siamo pronti per raccogliere la sfida. Chiariti nel Protocollo alcuni aspetti tecnici, il nodo che resta aperto, emerso anche nella prima riunione a livello regionale dei giorni scorsi, è la mancata disponibilità dei vaccini, per cui è difficile individuare date per partire. Intanto però è possibile definire con le autorità preposte alla gestione della pandemia e del Piano vaccinale in Italia le modalità di intervento e l’organizzazione logistica e sanitaria per potere procedere in totale sicurezza e rapidità con le vaccinazioni quando sarà possibile. Basta solo pensare alla necessità attuale per molti vaccini di garantire la catena del freddo. Nello stesso tempo ci possiamo muovere per verificare la possibilità di fare degli accordi con le strutture sanitarie convenzionate, o con i sanitari disponibili, per essere pronti in qualsiasi momento ad avviare le vaccinazioni per gli imprenditori e i lavoratori delle aziende nostre associate”.

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